| La NewsLetter di that's art! |
| NewsLetter n° 79 - 13 Maggio 2005 |
| Primo piano |
Marilyn and friendsL'esposizione presenta 155 immagini della celebre diva, mito e icona del XX secolo, e dei suoi amici ed attori contemporanei. Fotografie per lo più inedite di cui 40 a colori stampate in grandissimo formato, realizzate dal fotografo Sam Shaw (1912-1999) e dal figlio Larry (1937). dal 13/05/2005 al 12/06/2005 Spazio Etoile - Galleria Caetani Roma info: Piazza San Lorenzo in Lucina, 41 |
Jessica StockholderJessica Stockholder (Seattle, 1959) con i suoi celebri 'accumuli', creati dall’assemblaggio di oggetti di uso domestico (mobili, sedie, tappeti, ma anche attrezzi da cucina come colapasta e contenitori di plastica) rivolge un impietoso sguardo sull’effimero che circonda la vita quotidiana. Dal momento in cui ciò che è familiare viene trasformato in inservibile catasta di materia, che non appartiene più a nessun mondo, diviene palese la precarietà e l'instabilità delle cose, e quindi dell’uomo. Di fronte allo stravolgimento, dovuto ai colori acidi e intensi, spalmati senza apparente logica sugli 'objets trouvés', la percezione del visitatore è spiazzata dalla dicotomia evidente tra una prima visione 'pittorica' (da uno sguardo lontano le opere appaiono come macchie di colore) e la plasticità tridimensionale. dal 18/05/2005 al 03/07/2005 Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea Torino info: Via Magenta, 31; tel. 0115629911 |
Gerdi Gutperle - Abstract PaintingsLa felicità del colore Le più recenti opere della tedesca Gerdi Gutperle, mostrano i risultati di una ricerca pittorica in costante evoluzione. Negli ultimi quattro anni il percorso artistico ha portato all'astrazione, un fenomeno che si sta verificando da pochi anni a questa parte. L'artista è partita dal figurativo per arrivare, attraverso l'esperienza formale dell'astrazione, allo stato puro. E' possibile notare come in questo processo la realtà continua ad esistere come riferimento estremo e fondamentale, ma in secondo piano, e non come soggetto della composizione artistica. dal 14/05/2005 al 18/06/2005 Open Space Milano info: Via Cosimo del Fante, 6 |
Zone Parallele'Zone parallele' rappresenta il risultato di un'indagine effettuata tra presenze consolidate della scena artistica cagliaritana e giovani emergenti provenienti da diversi ambiti espressivi, accomunati dalla costante riflessione sul fare artistico e dalla contemporaneità della ricerca. I dodici artisti invitati (Silvia Argiolas, Antonello Casu, Giulia Casula, Simone Dulcis, Elisabetta Falqui, Stefano Ferrari, Marta Fontana, Matteo Piras, Giuliano Sale, Angelo Secci, Gemma Tardini, Daniela Zedda) confluiscono nel progetto a scandagliare i molteplici linguaggi espressivi dalla pittura informale a quella figurativa, dall'installazione alla videoarte, dall'incisione alla fotografia fino ad arrivare alla sound art, delineando un significativo quanto eterogeneo spaccato delle più recenti tendenze artistiche isolane. dal 13/05/2005 al 20/07/2005 Galleria La Bacheca Cagliari info: Via dei Pisani, 1; tel. 070663396 |
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TramArte - Fiber Art e oltre 'TramArte' è una riflessione critica che partendo dall'idea di tessilità, sia pure intesa in senso stretto, mostra la molteplicità dei linguaggi che costruiscono l'ordito e la trama delle ricerche artistiche contemporanee. E' per questo motivo che accanto al nucleo storico degli artisti che utilizzano la fibra come unica metodologia espressiva, per questa occasione si propone un gruppo di artisti per i quali la tessilità rappresenta il momentaneo orizzonte di una più ampia progettualità. Quaranta sono gli artisti invitati, le cui opere sono distribuite in tre diverse sedi espositive della città (Museo Civico, Palazzetto dell'Arte, Fondazione Banca del Monte 'Domenico Siniscalco Ceci'). dal 14/05/2005 al 19/06/2005 Museo Civico Foggia info: Piazza Nigri, 1 Palazzetto dell'Arte Foggia info: Via Galliani, 1 Fondazione Banca del Monte 'Domenico Siniscalco Ceci' Foggia info: Via Arpi, 152 |
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Focus On a cura di Ivan Quaroni |
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Pietro Finelli. L'autonomia della pittura Nato a Montesarchio - nella provincia di Benevento - nel 1957, Pietro Finelli è un artista capace di mescolare sapientemente propensioni nostalgiche e impulsi di ricerca, nell'ambito di un lavoro segnato da una forte attitudine concettuale. Tema centrale dell'opera di Finelli è l'indagine sulle potenzialità del linguaggio pittorico. Utilizzando le più diverse tecniche, dal disegno al pastello, dalla pittura alla scultura, Finelli elabora uno stile autonomo, svincolato dalle tendenze che dominano l'attuale panorama della figurazione, troppo spesso influenzato da un immaginario di tipo mediatico, mutuato dalla fotografia come dai linguaggi del Cinema e della televisione. La grammatica formale dell'artista è, invece, il risultato della composizione di elementi eterogenei, il frutto di una contrapposizione tra stili e generi antitetici, oltre i quali è possibile ravvisare uno strenuo impegno a rintracciare i fondamenti di un'espressività libera. Procedendo attraverso cicli tematici, sempre passibili di ulteriori sviluppi, Finelli è riuscito a intrecciare un fitto dialogo non solo con i diversi codici della pittura odierna, integrando allo stesso tempo figurazione e astrazione, ma ad avviare, lui per primo, uno stimolante confronto con la letteratura contemporanea. Il suo ultimo ciclo di lavori, intitolato "Beslan School", ispirato alla tragedia dei bambini massacrati in Ossezia, comprende lavori su tela e su carta in cui l'artista interpreta la crudeltà del dramma che ha scosso l'opinione pubblica internazionale, con un vocabolario lirico austero, dove gesto, segno e colore si passano il testimone.
Nel tuo lavoro sono presenti elementi tradizionali, ma anche tendenze sperimentali. Come spieghi questa sorta di isteria linguistica?
Si tratta di un paradosso. Tutta la mia ricerca, fin dall'inizio, è stata all'insegna del superamento di un'ideale soglia. Un superamento dei generi che ottengo attraverso la contrapposizione e la compresenza, ad esempio, di elementi figurativi ed elementi astratti, oppure di medium diversi… Mi sembra che nella tua pittura ci sia un legame forte col passato… Certo! Ogni ricerca artistica non può prescindere da ciò che è venuto prima. Si parte sempre da uno status quo, che è il risultato di una formazione culturale, di un ambiente, di determinate circostanze, per poi approdare a nuovi sviluppi. L'andamento però non è mai lineare, ma procede avanzando di due passi e tornando indietro di uno, tra progressivi avanzamenti e repentini ripieghi verso il passato. Una delle caratteristiche della tua ricerca è quella di procedere per cicli, ognuno con una sua particolare connotazione… Lavoro per cicli, ma tutti sono idealmente collegati tra loro. Le serie non sono concepite come compartimenti stagni, ma sono aperte… Se tu guardi complessivamente il mio lavoro, dalle grandi carte ai disegni, dalle sculture alle tele, puoi notare che tra i cicli c'è una fitta serie di rimandi. Diciamo che preferisco lavorare per cicli perché è un modo di concentrarmi sulla risoluzione delle problematiche formali o concettuali che di volta in volta mi si presentano. Come definiresti la tua ricerca a livello formale? Parliamo di pittura e di immagine? Ragionare sulla pittura vuol dire per me ragionare su una serie di cambiamenti che essa ha subito nel corso della sua storia, soprattutto nel recente passato. Penso a Richter e alla sua riflessione sul rapporto tra pittura e fotografia o all'influsso dell'immagine mediatica su certe ricerche contemporanee… Alla luce di queste riflessioni, mi domando quale sia oggi il ruolo della pittura. Io credo che la pittura debba trovare in se stessa, nella specificità dei suoi mezzi le ragioni della sua evoluzione, cercando di non mutuare i linguaggi del cinema, della fotografia o della televisione. L'importante è non "rappresentare" la pittura trasformandola in un discorso duchampiano.
Qual è l'esito a cui tendi?
Ti faccio un esempio, nel mio ultimo ciclo, intitolato "Beslan school", ho voluto mescolare a livello formale l'immediatezza del gesto pittorico, il disegno e un modo particolare di trattare il colore. Guardando le immagini dei giornali che commentavano la tragedia di Beslan, mi sono chiesto come sia possibile rispondere con l'arte a tutto questo senza fare la "copia" di ciò che ci veniva mostrato attraverso i media, senza proporne una mera cronaca pittorica. Picasso ci era riuscito con "Guernica", io dovevo trovare il mio modo di risolvere la questione. Una cosa che mi ha colpito nelle prime immagini trasmesse da Beslan, quelle realizzate da operatori e fotografi russi, è stato il loro impianto classico. Le pose delle madri sui bambini, oltre ad essere strazianti, avevano tuttavia un forte gradiente estetico. Osservando questa compresenza di elementi diversi - il tragico e l'estetico insieme -, ho iniziato a lavorare su immagini d'impianto classico e su un tipo di pittura in cui fossero presenti il disegno come la materia, la forma e il gesto. Questo è stato il mio modo di rispondere ad una tematica fortemente attuale con una pittura autonomamente sganciata dall'influsso diretto dei media. In questo modo sei riuscito anche a sublimare il dramma di quel fatto di cronaca, a raffreddarlo… Il vero dramma è quello subito dalle madri, dai parenti delle vittime, noi, attraverso la televisione, siamo soltanto dei testimoni. Il compito dell'artista non è quello di ripetere la realtà, ma semmai quello di lasciare attraverso la pittura, il pastello e il disegno una traccia che abbia una pregnanza estetica e linguistica in grado di rimanere nella memoria, aldilà della cronaca. Soprattutto nella serie dei disegni a pastello, nella trattazione della figura umana, hai scelto di proposito uno stile quasi naive… La mia è una scelta consapevole, una contrapposizione voluta tra la complessità dell'evento e una colorazione scarna, essenziale, quasi ridotta al minimo, è la semplicità di un segno che tu hai definito "naive", ma che non lo è affatto. In realtà, in questa serie di carte ci sono riferimenti a tutti quegli artisti che si sono cimentati con la tecnica a pastello, da Degas a Schiele fino a Clemente. Ho scelto di utilizzare il pastello per questi lavori perché volevo controbilanciare la pesantezza del tema con un linguaggio meno drammatico, caratterizzato da una maggiore levità.
La pittura ha smesso di essere mimetica. Il suo compito non è più quello di registrare la realtà, ma piuttosto di compiere una riflessione su se stessa e in questo deve essere capace, come fanno i veggenti, di "antivedere", cioè di cogliere lo spirito del futuro. Nella tua ricerca, invece, colgo un'inclinazione nostalgica verso il passato…
Ho riflettuto a lungo su questi temi. Negli anni Novanta, ho notato che molti artisti tedeschi e italiani hanno fatto riferimento alle ricerche di Richter e al suo modo di raffreddare le immagini attraverso il confronto con il linguaggio fotografico. Anche recentemente, la pittura ha guardato alle potenzialità espressive dei mezzi tecnici e tecnologici, senza peraltro riuscire a raggiungere risultati convincenti. Io sono convinto che questa non sia la strada giusta, come non lo è quella del confronto con i linguaggi del fumetto e dell'illustrazione, anche quando questi sembrano rispondere meglio allo Zeitgeist, allo "Spirito del Tempo". Secondo me la pittura deve essere un linguaggio assolutamente autonomo, che deve confrontarsi piuttosto con il suo retroterra storico per arrivare a qualcosa di nuovo ed inedito. T.S. Eliot ed Ezra Pound, pur essendo stati grandi innovatori della letteratura, potevano contare su un background classico. Lo stesso si può dire, in ambito pittorico, per artisti come Picasso o gli impressionisti, che conoscevano perfettamente l'arte del passato. La nostalgia che tu ravvisi nel mio lavoro, non è altro che la presenza di questo retroterra culturale. Il problema, a mio avviso, è quello di fare una pittura che rispecchi lo "Spirito del Tempo", senza essere debitrice nei confronti delle tecnologie… Galleria Annovi, Via Radici in Piano, 133 - Sassuolo (MO) www.galleriaannovi.com; Galleria Seno, Via Ciovasso, 11 - 20121 Milano Tel. 0286463908; Galerie Jacques Cerami, Route de Philippeville, 346 - 6010 Charleroi (Couillet) Belgium Tel +32(0)71360065; MC Gallery, 549 West 52nd Street, New York, NY 10019 Tel. 2125811966 |
Stanno per concludersi... |
| Aldo Parmigiani - Ragazze e Paesaggi Fino al 15/05/2005 Galleria Magenta Magenta (MI) info: Via Roma, 45; tel. 029791451 |
| Mike Nelson - Agent Dickson at the Red Star Hotel Fino al 14/05/2005 The British School at Rome Roma info: Via A. Gramsci, 61; tel. 0632649385 |
| Anna Ghisleni - E tutto tace Fino al 14/05/2005 Associazione Cortina Milano info: Via Mac Mahon, 14; tel. 0233607236 |
| Greta Frau e Albrecht Dürer - L'alterEgo ritratto Fino al 15/05/2005 Palazzo dei Panni - Atelier Segantini Arco (TN) |
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