| La NewsLetter di that's art! |
| NewsLetter n° 78 - 6 Maggio 2005 |
| Primo piano |
Tiepolo, Piazzetta, Canaletto, Piranesi, Guardi... I disegni del Professore La raccolta di Giuseppe Fiocco alla Fondazione Giorgio Cini La mostra offre l'occasione di ammirare un'importante collezione d'arte e di rendere omaggio a Giuseppe Fiocco (1884-1971), uno dei più grandi storici dell'arte italiana del nostro tempo. Particolare significato riveste, all'interno della raccolta, il gruppo di opere di scuola veneta: di straordinario interesse è il nucleo di circa duecento disegni di Giambattista Pittoni e della sua scuola. Altri fogli offrono un panorama variegato del disegno veneto del Settecento, illustrandone i generi, le forme e le tecniche, dal 'preliminare' di studio all'affermazione come opera autonoma. dal 08/05/2005 al 24/07/2005 Musei Civici agli Eremitani Padova info: Piazza Eremitani, 8; tel. 0498204550 |
Flavio Favelli. Prima sala d'aspettoFlavio Favelli (Firenze, 1967) costruisce un 'suo' ambiente in una sala di fine Ottocento decorata in stile neo-pompeiano. Ennesima 'colonizzazione' di uno spazio 'trovato', che diventa momentaneamente la sua casa; questa project room si presenta in casuale ma stimolante parallelismo con l'installazione prevista al museo di Prato dal 19 marzo al 22 maggio, offrendo così l'opportunità di una verifica incrociata del rapporto tra artista, spazio e spettatore che è uno dei punti centrali nella ricerca di Flavio Favelli. dal 06/05/2005 al 29/05/2005 Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce Genova info: Via J. Ruffini, 3; tel. 010580069 |
Defrag. Derive Plastiche: 6 artisti contemporanei nel frammentato orizzonte plastico 'Defrag' raccoglie le opere plastiche di sei artisti contemporanei che indagano la dimensione plastica con originalità e stili unici. Pierluigi Calignano, Chris Gilmour, Paolo Grassino, Sabrina Mezzaqui, Carlo Steiner, Jelena Vasiljev rappresentano sei diverse declinazioni della ricerca scultorea contemporanea, in bilico tra impostazione concettuale e recupero della manualità, sospesi tra i modi tipici della pratica installativa e un'aggiornata rilettura della terza dimensione. dal 07/05/2005 al 28/05/2005 Fabbrica del Vapore Milano info: Via Procaccini, 4 |
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Filoluce - Da Balla a Boetti, da Fontana a Flavin L'esposizione intende indagare due aspetti della materia, il filo e la luce. Stoffe, tele, sacchi, cuciture e luci (al neon, al laser, alla fibra ottica) sono tra i mezzi espressivi e i simboli più significativi delle opere che hanno scritto la storia dell'arte, dal XX secolo ad oggi. Da Depero a Tinguely, da Burri a Rauschenberg, da Merz a Pistoletto, da Nam June Paik a Plessi, da Fontana a Melotti, da Scarpitta a Flavin: un viaggio nella storia e nelle tecniche dell'arte per comprendere come il mezzo espressivo abbia da sempre avuto un ruolo fondamentale nel desiderio di sperimentazione e di comunicazione dell'artista. Non semplici supporti, ma elementi primari del fare e del linguaggio artistico, testimoni diretti del tempo e delle idee. dal 12/05/2005 al 03/07/2005 Permanente Milano info: Via F. Turati, 34; tel. 026599803 |
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World Press Photo Fotografia e giornalismo: le immagini premiate nel 2005 Il premio World Press Photo è uno dei più importanti riconoscimenti nell'ambito del fotogiornalismo. Il meglio della produzione internazionale viene esaminato ogni anno per il Premio. L'esposizione rappresenta un'occasione unica per vedere raccolte insieme le immagini più belle e rappresentative che per un anno intero hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo. Foto dell'anno 2004 è stata proclamata un'immagine a colori del fotografo Arko Datta, dell'agenzia Reuters (www.worldpressphoto.nl). dal 06/05/2005 al 29/05/2005 Museo di Roma in Trastevere Roma info: Piazza di Sant'Egidio, 1/b; tel. 065816563 dal 04/05/2005 al 29/05/2005 Carla Sozzani Milano info: Corso Como, 10; tel. 02653531 |
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Focus On a cura di Alessandro Trabucco |
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Andrej Mussa. La "Terrena Commedia" della vita quotidiana Nato a Monza nel 1970, Andrej Mussa ha adottato una particolare tecnica che avvicina molto il suo lavoro al cinema, sua grande passione. Attraverso quelle che egli stesso denomina "videopitture - videocollages" l'artista crea storie dal forte impatto visivo e psicologico. A me personalmente piace paragonare il suo approccio artistico alla rivoluzione apportata dai telefilms polizieschi d'oltroceano dell'ultima generazione, nemmeno lontanamente recepita ed imitata dalle attuali ridicole produzioni nostrane. Telefilms come CSI - Scena del Crimine, Criminal Intent e Cold Case hanno riformulato le regole che caratterizzavano le produzioni precedenti (nelle quali singoli o coppie di detective "intuivano" felicemente le soluzioni per mezzo di indagini al limite dell'inverosimile) basando le proprie motivazioni su prove scientifiche inconfutabili. Quello stesso approccio analitico che ha spinto l'artista sino alle profondità più oscure della psicologia umana alla ricerca, forse inutile perché impossibile, delle prove tangibili che accuserebbero senza ombra di dubbio la malattia mentale globalizzata e "padrona indiscussa del mondo intero" come la responsabile assoluta delle scelte, alquanto discutibili, dell'uomo contemporaneo. Osservando il lavoro di Andrej Mussa appare evidente quindi lo stretto legame che intercorre tra le singole opere e i molteplici interessi culturali coltivati dall'artista. Il cinema e il fumetto, specialmente quelli asiatici, la letteratura, la storia dell'arte divengono per lui fonti inesauribili dalle quali attingere informazioni importanti per inscenare le proprie "storie di ordinaria e straordinaria follia". La prima domanda che ti faccio la troverai un po' banale ma allo stesso tempo potrebbe essere efficace come introduzione al tuo universo creativo. Sei un grande appassionato di cinema. In un film qual è l'aspetto che osservi con più attenzione? L'emozione! L'emozione è tutto per me! Vedi io seguo un metodo o una ricerca particolare per capire un film. Il film è fatto di tanti spunti, è costruito su tecniche e mestieri diversi tra loro. Il compito più importante di un regista "director" è quello di cercare di fondere insieme tutte le arti: musica, letteratura, pittura, fotografia... di dare un'armonia al lavoro, ma non è così semplice da far capire. Io guardo, percepisco un film diversamente da te e viceversa tu da me, perchè siamo diversi; viviamo emozioni diverse, sentimenti diversi. Ti cito un pensiero di un grandissimo cineasta che tu conoscerai, Bunuel. Aveva questo straordinario pensiero nella testa a riguardo del cinema: "Per un neorealista, un bicchiere è un bicchiere e nient'altro. Ma questo stesso bicchiere contemplato da persone differenti può essere mille cose diverse, perchè ciascuno mette una dose di affettività su ciò che osserva, perchè nessuno vede le cose come sono, ma come il suo stato d'animo, i suoi desideri glielo fanno percepire. Io lotto per un cinema che mi faccia vedere questo tipo di bicchieri, perchè questo cinema mi darà una visione integrale della realtà, accrescerà la mia conoscenza delle cose e delle persone, mi aprirà il mondo meraviglioso dell'ignoto...". Non posso che condividere appieno e di cercare sempre, attraverso il mio lavoro, questi tipi di bicchieri. Tu mi parli di apetti, giustamente, ma bisogna arrivare un giorno a realizzare un'"opera" cinematografica attraverso un nuovo "linguaggio" nel quale tutto deve "fondersi". Questo è ancora un limite del cinema perchè quando a guardare un film è un musicista questi si farà logicamente condizionare dalle musiche, dalle note di un film, e il suo giudizio sarà parziale. Lo stesso per un pittore o uno scrittore. Un giorno questo non dovrà più accadere. Il cinema dovrà essere un nuovo "linguaggio" per dio! Ha solo cento anni, è appena nato! Sono tre sino ad ora i cineasti che hanno avuto un grande coraggio cercando e reinventando giornalmente tutte le trasformazioni dell'immagine filmata: D. Jarman, il più eclettico di tutto il XX secolo (il suo film "BLUE" è un miracolo cinematografico) e, ancora oggi, i cineasti J.L. Godard e P. Greenaway. È con loro che bisogna continuare, anzi ricominciare. Lo stesso Greenaway ripete: "Il cinema è morto, anzi, deve ancora nascere." Nei tuoi "storyboard" oltre al cinema sono presenti altri riferimenti culturali, per esempio il fumetto, la letteratura, la storia dell'arte. Quali sono gli aspetti che ritieni sia fondamentale tener presenti per poter comprendere al meglio il tuo lavoro? Ma posso tranquillamente anche aggiungere l'astronomia, l'entomologia, la psicologia. Sono questi mondi che mi affascinano, che amo studiare, approfondire quotidianamente. Penso che tutto dipenda dalla scienza, da combinazioni chimiche e naturali. Si ha "l'inizio e la fine". Tutto questo lo vedrai, lo ritroverai un giorno nel mio lavoro. Saranno immensi "collage Universali", valige piene di appunti, ricerche, immagini. Un'opera unica, un universo da decifrare. Tu chiami "storyboard" e hai ragione, ma solo perchè vedi attraverso il mio lavoro lo schema di uno storyboard, ma è e rimane così lo schema di uno storyboard, nulla di più! Lo Storyboard è un'altra cosa e riguarda la costruzione di un film, ne riparleremo di questo. Quindi vorrei precisare che i miei lavori stampati su tela o su carte fotografiche non sono storyboard, ma delle "videopitture - videocollages", lo storyboard c'è, ma è solo lo schema di base che uso per i rimandi cinematografici che amo. Guardandoli si ha il senso di un cinema che resiste nel tempo.
Ti ispiri a fatti realmente accaduti, a storie di tua invenzione o le due cose si integrano a vicenda?
Dipende dalla mia ispirazione, dalle mie sensazioni. A volte da un fatto realmente accaduto reinvento un "particolare" della storia. A volte sono delle ricerche di immagini o disegni che messi insieme danno l'idea di un pensiero, di un significato tematico. Ma non sono mai storie che hanno un inizio e una fine, mai! Mi piace l'idea di un cinema che non conosca la sua versione definitiva. Sono comunque un pittore, vengo dalla pittura, quindi logicamente amo le immagini. Ma non lavoro su grandi storie, sulla costruzione di grandi personaggi. In questo ammiro amorevolmente e professionalmente l'immenso Truffaut, creatore di grandi e commoventi storie e personaggi. Dico sempre cinema anche quando sono solo stampe fotografiche o tele ma non video, proprio perchè è grazie a quello schema cinematografico di cui ti parlavo prima che posso dare l'idea di "cinema", anche quando non è uno schermo o un video a rappresentarlo. Se ci pensi un attimo questo è qualcosa di nuovo. E come avviene allora la minuziosa ricerca delle immagini e la conseguente integrazione di testi come loro accompagnamento? Ho un mio archivio personale, un grande archivio di ritagli di quotidiani, periodici, riviste di scienze e poi enciclopedie di diverse tematiche, la mia passione. Faccio anche ricerche su internet, tutto è memorizzato, suddiviso con un metodo preciso, so dove cercare e come. A volte sono immagini o un particolare con un forte impatto visivo ed emozionale che mi può stimolare e dare un input per iniziare un viaggio, un fatto da reinterpretare o un fatto che sta per accadere nella mia mente. I testi letterari, quando ci sono, vengono inseriti ed integrati in base alle immagini o a questi misteriosi episodi che accadono nella mia mente. Questo tipo di lavoro, percorso fatto di memoria, notizie archiviate, passato, presente e futuro è molto vicino al concetto artistico di Christian Boltanski, artista che ammiro e rispetto. Ma ripeto, a volte il mio lavoro ha inizio da un testo, un pensiero, un frammento di un racconto per poi arrivare ad un'immagine. Mi piace molto lavorare con il tempo, passaggi di epoche diverse integrate in un unico lavoro, testi antichi integrati con immagini moderne o viceversa. Questo mi affascina, lo trovo straordinario come metodo, ma probabilmente la vita è così, ma noi non ce ne accorgiamo. D. Jarman attraverso i suoi film o i suoi super8 riusciva in modo incredibile a realizzare opere spazio-temporali. La tua ricerca va a sondare soprattutto gli aspetti psicologici dei fatti narrati e dei personaggi che li vivono. Non c'è spazio, per ora, ad immagini e racconti che possiamo definire "splatter". Anche se compaiono fotografie "forti" di cadaveri in decomposizione e di creature malefiche, il tuo modo di agire è sempre molto pulito e raffinato, come se tu provassi una sorta di timore misto a rispetto nei confronti dei tuoi personaggi e dei fatti loro accaduti. E' così o è solo una mia impressione? Il mio lavoro, e l'avrai percepito, è "bello e crudele" come la vita, quindi porto un infinito rispetto alle crudeltà e bellezze della vita, io non volto mai le spalle al dolore. La vita è tristezza, i momenti felici e le gioie sono solo sprazzi, squarci di sole, ma poi scompaiono, sono attimi, momenti, forse è per questo che nel tempo sto mutando e così il mio lavoro. Cerco sempre di più la dolcezza nelle cose e nelle persone. Ma sono felice, meglio così, attraverso il dolore tutto è più vero, non ci si nasconde. Non so se sia giusto attraverso il cinema o l'arte rappresentare questa vita, a volte ho il timore di spingermi troppo in là, ma queste sono cose mie. Probabilmente il cineasta Kieslovski questo l'aveva capito quando parlava di una trappola che ormai aveva costruito intorno a lui, e non c'era più nulla da fare. Se si usano immagini "forti" non c'è bisogno di definirle "splatter". Lo splatter è rendere ridicolo il dolore, mai e poi mai! Guarda il lavoro di Dario Argento o Crononberg, attraverso un cinema costruito in gran parte su immagini forti hanno realizzato opere immense e uniche nel loro genere. La psicologia mi affascina, è qualcosa di misterioso, è ciò che condiziona i nostri comportamenti, le nostre giornate. Il sistema nervoso è un universo ancora tutto da decifrare. Si ritrova spesso nel mio lavoro, penso sempre a Bunuel, Bergman, Fellini, Franju, che hanno costruito opere uniche nella storia del cinema attraverso la psicanalisi. Leggo molti libri sul tema, prima di iniziare un lavoro mi piace cercare, la ricerca per me è tutto, è l'atto più creativo. Ho fatto un lavoro, SNC-THE DRAKE, dove la prima sequenza illustra un'immagine di un plastico risalente a quarant'anni fa usato in terapia infantile per capire il comportamento di un bambino. È denominata "la tecnica del mondo", ho un libro che parla di questo. Non ho timore dei miei personaggi e delle mie storie, assolutamente, ma le rispetto. Rispetto il dolore, sono molto orientale io, come filosofia e pensiero. Non sono credente, o meglio, non sono credente come vogliono le varie religioni che pretendono di "regalarti" delle risposte, delle certezze. Io non credo a chi mi indica la retta via, a chi mi dice: "questa è la verità! La strada giusta da percorrere!" Diffida sempre da questa gente. Io amo conoscere, capire, e la conoscenza è infinita, non ha risposte certe. Amo il dubbio, i ripensamenti, e questo nessuna religione al mondo lo accetta. Io amo essere sorpreso sino alla fine, non c'è nulla di più affascinante di una sorpresa. Arrivare pronto ad un appuntamento che senso ha? Vedi io credo negli spiriti, spiriti buoni e cattivi, che vivono e osservano accanto a noi. Le tombe, i cimiteri, sono una forma di egoismo da parte nostra, non accettiamo la fine, il distacco, ci serviamo delle tombe per continuare a piangere, a cercare qualcuno che sicuramente non è lì! Ti dico che è molto più vicino a noi di quanto pensiamo, per cercarlo non dobbiamo andare così lontano.
Sono quasi completamente d'accordo con te anche se i miei dubbi sono forti pure nei confronti di quelli che tu chiami "spiriti", ma è una mia personale interpretazione della vita. Mi piacerebbe continuare il discorso ma devo "deviarlo" un po' sul "tecnico". Cosa intendi per "videopittura narrante" e in quale modo queste produzioni video interagiscono con il resto del tuo lavoro?
E' così che si definisce il mio lavoro come accennavo prima, "videopittura" o " videocollage". Il linguaggio, o meglio, la filosofia del mio lavoro è cinematografico, e quando non prende forma in video voglio che il concetto di cinema continui, quando a rappresentarlo è la tela, o la stampa fotografica. Grazie a quello schema cinematografico io posso continuare il mio pensiero di cinema, perchè chi guarda penserà al cinema. Molte volte stampe fotografiche e video interagiscono tra loro quando le rappresento attraverso una tematica. In una mostra si potranno vedere appese tele e stampe fotografiche, con le loro stesse immagini che prendono forma e movimento nel video. Sarebbe molto bello un giorno un cinema così, dove ogni cineasta-artista rappresenti il suo film sotto una forma illustrata, da osservare prima di guardare il suo film. Il cineasta P. Greenaway questo l'ha capito da molto tempo. Pensi di approfondire in futuro la tua ricerca cinematografica e realizzare cortometraggi o addirittura dei films? Sul lavoro SNC (sistema nervoso centrale) un cortometraggio è alle prime riprese, la mia idea comunque è di farne un tutt'uno con LA PAZZIA - COMMEDIA DIVINA, e la successiva STANZE. Faranno parte di una "TRILOGIA DEL CERVELLO". Vedi, non riesco a pensare ad un cinema di cui non possano farne parte anche gli allestimenti, le mostre, le scenografie, per me il cinema dev'essere un giorno l'ultimo tassello di un puzzle artistico. Certo comunque che penso al cinema come ultimo passaggio, e tu dici giustamente "addirittura", è verissimo! Arrivare a realizzare un film è una impresa colossale, mostruosa, bisogna avere una conoscenza di tutte le altre arti che lo costituiscono. Da qui non si scappa, bisogna arrivarci per gradi e per mestieri. I migliori cineasti sono stati tutti prima chi pittore, chi fotografo, chi scrittore... Bisogna arrivare ad avere un controllo totale su tutto e su tutti, non è un lavoro da solitari come lo può essere il pittore, e per chi ama la solitudine come me non è facile! La vita è un continuo mutare, cambiare, e la mia è in continuo cambiamento, chissà! Parlavo di totale controllo per ralizzare un film, penso a dei giganti del cinema, capaci di controllare l'impossibile e realizzare dei veri capolavori. Penso ad Ejzenstejn, Disney che è il migliore di tutti, Kubrick, O. Welles, Hitchcock, Herzog e G. Lucas. Probabilmente Lucas è il cineasta che ha rotto con la storia del cinema catapultando lo "stile" in una nuova era. Considero il suo film THX II38 qualcosa di veramente incredibile, mai visto prima. Ora, per concludere, parlaci della tua formazione artistica. Sarà sempre quella che ti costruirai tu da solo nel tempo, e così è stato per me. Gli autori, i registi, i pittori che tu scoverai, scoprirai nelle tue giornate solitarie in librerie, saranno i tuoi veri genitori, insegnanti che ti porterai appresso per tutta la vita, e che difenderai contro tutti e tutto. Molte volte nei miei momenti di smarrimento e sconforto penso sempre al grandissimo Truffaut, povero il mio Truffaut! Certo, da giovane le prime basi le ho apprese in uno studio di pittura ma poi, se vuoi rompere col tempo il tuo "stile", queste basi devi dimenticartele, e in fretta! Non c'è scuola che possa farti conoscere un Pasolini, un Bukovski, un P. Dick. Considero Dick e William Burroughs i più grandi scrittori del novecento, nessuna scuola ti farà conoscere la Beat. Oggi la mia scuola, il mio apprendimento continuo, procede con la scuola asiatica, amo il suo cinema, il fumetto. Sperimentano, osano sino all'impossibile senza esitazioni e paure, sono i migliori per me. La cosa ridicola è che noi li scopriamo ora, e i loro film dieci anni dopo. Kim Ki-Duk, Park Chan-Wook, Wong Kar-Wai sono i miei maestri. Oggi, insieme al cineasta Lars Von Trier, questi mi stanno insegnando cose meravigliose, immagini sublimi che nessuna scuola, nessuna religione al mondo è in grado di trasmettere. Ti lasciano quel senso d'incompiuto, misterioso, che solo la vita sa darti. Attraverso i loro film ti donano quella sottile voglia di vivere e di viverle queste emozioni. Placentia Arte, Via Scalabrini, 116 - 29100 Piacenza Tel. 0523332414 placentia.arte@enjoy.it |
Stanno per concludersi... |
| Camille Pissarro. Impressioni incise Fino al 08/05/2005 Brolo Mogliano Veneto (TV) info: Via Rozone e Vitale, 5; tel. 0415905151 |
| Universo Inverso Angelo Davoli, Lorenza Lucchi Basili, Andrea Nacciarriti Fino al 12/05/2005 Galleria Studio G7 Bologna info: Via Val d'Aposa, 7/g; tel. 051266497 |
| A carte scoperte. Pino Di Gennaro, Luca Scarabelli, Valdi Spagnulo, Medhat Shafik e Giorgio Vicentini Fino al 08/05/2005 Villa Recalcati Varese info: Piazza Libertà, 1 |
| Trevi Flash Art Museum: verso una grande collezione internazionale Fino al 08/05/2005 Trevi Flash Art Museum Trevi (PG) info: Via Lucarini, 1; tel. 0742381818 |
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