| La NewsLetter di that's art! |
| NewsLetter n° 76 - 22 Aprile 2005 |
| Primo piano |
Kazimir MalevicOltre la figurazione. Oltre l'astrazione Retrospettiva completa dell'opera di Kazimir Malevic: dai primi quadri simbolisti in cui l'artista, già attento ai temi simbolici che costituiranno la cifra principale della sua opera, subisce l'influsso delle opere postimpressioniste viste a casa dei grandi collezionisti russi Sciukin e Morozov, alle opere cubofuturiste direttamente connesse all'incontro in Russia con il pittore futurista italiano Marinetti, ai grandi quadri astratti del Suprematismo e al famosissimo trittico del 'Quadrato nero', della 'Croce nera', del 'Cerchio nero'. dal 23/04/2005 al 17/07/2005 Museo del Corso Roma info: Via del Corso, 320; tel. 0667072909 |
Sam FrancisGiallo, rosso, blu brillante su grandissime superfici bianche. Si presenta così uno degli artisti più ammirati negli ultimi anni. Sviluppando in seguito un linguaggio autonomo, Sam Francis (San Mateo, 1923 - Santa Monica, 1994) fu tra i più validi seguaci dell'Action Painting, la cui stagione raggiunse l'acme fra gli Anni Cinquanta e Sessanta suggerendo non poco agli artisti che si imposero negli anni successivi. I suoi lavori astratti, fuori scala, hanno spesso esplorato il rapporto fra fondo bianco e colori. dal 27/04/2005 al 15/07/2005 Movimento Arte Contemporanea Milano info: Corso Magenta, 96; tel. 02436246 |
Bruno Bozzetto.Cinquant'anni di cartoni animati Omaggio a uno dei più noti e amati autori d'animazione nel panorama mondiale. Un'ampia esposizione presenta la lunga ed inesauribile attività di Bruno Bozzetto (Milano, 1938): dai lungometraggi, ai cortometraggi, alla pubblicità, alla divulgazione scientifica, alla serie per la TV, al suo lavoro di autore, regista, produttore e distributore. dal 28/04/2005 al 26/06/2005 Museo dell'Automobile Carlo Biscaretti di Ruffia Torino info: Corso Unità d'Italia, 40; tel. 011677666 |
Beauty so difficultMuovendo da un verso dei 'Canti Pisani' di Ezra Pound, 'So very difficult, Yeats, beauty so difficult', alcuni giovani artisti italiani e stranieri si confrontano sul concetto di bellezza com'è inteso oggi. La mostra è suddivisa in due momenti, temporalmente distinti, ma da intendersi come tappe di un unico percorso espositivo: dal 28 aprile all'11 giugno collettiva curata da Michele Robecchi con gli artisti Pavel Braila, Shirana Shahbazi, Ceal Floyer, Alex Cecchetti, Chris Gilmour; dal 16 giugno al 23 luglio esposte le opere di Nunzio De Martino, Alessandro Di Giugno, Andrea Di Marco, Ciriaca Erre, Laura Fantacuzzi, Michela Forte, Linda Fregni, Glückstraüße, Sabina Grasso, Andrea Mastrovito, Stefania Romano, Laboratorio Saccardi, artisti selezionati da Marco Cingolani. dal 27/04/2005 al 23/07/2005 Fondazione Stelline Milano info: Corso Magenta, 61; tel. 024818431 |
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Focus On a cura di Ivan Quaroni |
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Vanni Cuoghi. Il volto doppio dell'immagine Nato a Genova nel 1966, Vanni Cuoghi riattualizza non tanto formalmente, quanto concettualmente, la lezione dell'arte barocca, adottando, nella sua ricerca, un linguaggio duplice. Con la sua pittura, infatti, Cuoghi provoca nello spettatore una visione multipla, che si snoda attraverso due diversi momenti percettivi. Dapprima l'osservatore scorge l'immagine in primo piano, semplice ed accattivante ad un tempo, ma spostando il suo punto di vista si accorge dell'immagine in secondo piano, fino a quel momento velata da una patina di pasta d'argento. In questo modo, l'artista genovese sortisce un effetto visivo che impone all'osservatore un preciso iter narrativo attraverso lo sdoppiamento del messaggio visivo. Come nell'arte barocca, la pittura di Cuoghi sottopone allo sguardo della contemporaneità la tradizionale dicotomia tra maschera e volto, tra essenza ed apparenza, tra verità e finzione. Come si è sviluppata la tua ricerca pittorica? Da cosa sei partito? Il mio lavoro nasce da un'osservazione e da un amore profondo per la pittura barocca del Seicento, che io cerco di ricontestualizzare in termini attuali. Uno degli aspetti più interessanti dell'arte barocca riguarda la dualità della visione, cioè il fatto che il linguaggio formale di superficie nasconda un messaggio ulteriore. Questo linguaggio duplice è lo stesso che io applico nei miei lavori.
Come mai hai sviluppato questo interesse per l'arte del Seicento?
Io vengo da Genova, città barocca per eccellenza. Ho iniziato i miei studi proprio sulle figure, sulla composizione e sull'affresco lavorando nella decorazione delle facciate di case seicentesche. In questo modo mi sono accorto che esistono delle analogie tra la pittura del Seicento e quella contemporanea. Ad esempio, elementi tipicamente barocchi come l'horror vacui, la scenografia e il dualismo tra verità e apparenza, ricorrono anche nell'epoca attuale. Che cosa intendi quando parli della duplicità del linguaggio formale barocco? Aldilà dello stupore - si ricordi che il Marino affermava che "il fin del poeta è la meraviglia" -, mi sono accorto che quello barocco è un linguaggio vero e proprio, che attraverso tutta una serie di simboli, accuratamente decodificati da Cesare Ripa, comunicava una serie di messaggi specifici. I grandi affreschi del Seicento erano come degli enormi manifesti pubblicitari in cui il committente rivelava chi fosse, da dove venisse e cosa facesse. La stessa cose accade oggi nella pubblicità. Il meccanismo è identico. Quindi nel tuo lavoro utilizzi questo linguaggio duplice? M'interessa l'idea di una pittura che metta in primo piano un messaggio accattivante, un'immagine bella e gradevole, che però in un secondo momento ne rivela un'altra prima nascosta. In pratica chi guarda un mio lavoro vede subito l'immagine in primo piano poi, spostandosi, ne scorge una seconda, nascosta sotto una patina d'argento.
Che tecnica usi per ottenere questo effetto, per certi versi simile a quello delle figurine prismatiche?
Disegno sulla tavola utilizzando un mix di pastello e colori acrilici. Successivamente copro una parte del disegno con una pasta d'argento per ottenere la sparizione di alcune figure. In questo modo ottengo una rappresentazione duplice, composta da una parte visibile e da una parte "velata", che diventa visibile quando l'osservatore si sposta per guardare l'opera da un'altra angolatura. In realtà, cerco d'imporre all'osservatore un iter narrativo, rivelando le immagini in due momenti distinti, benchè esse siano dipinte su uno stesso supporto. M'interessa provocare questa sorta di cortocircuito percettivo. Questa duplicità formale ha un corrispettivo anche sul piano tematico? Credo che, parlando di pittura figurativa, ogni artista debba fare i conti con tutta la storia che lo ha preceduto e, allo stesso tempo, debba aggiungere quelle novità che, sole, danno un senso al suo lavoro. Il mio lavoro non può prescindere dal fatto che il cinema, il video e quindi le immagini in movimento, siano oggi il linguaggio dominante. Dal punto di vista tematico, la cosa che più m'interessa è il sistema di percezione dell'immagine, che nel mio caso si traduce in questo duplice abbinamento di figure scoperte e figure velate. Aldilà di questo, mi piace sempre inserire nelle mie opere elementi onirici… Infatti, nel tuo lavoro c'è una vena surrealista… C'è, in realtà, una presa di distanze dal surrealismo. Non a caso nel primo piano metto sempre una realtà tangibile. Un esempio tipico è l'opera intitolata "La più bella del reame", dove inserisco un oggetto reale (un rossetto), che si riflette nel quadro come in uno specchio, il quale rimanda anche l'immagine del soggetto che gli sta di fronte (una donna). Lo specchio è ancora una volta un topos dell'arte barocca… Esatto.
I tuoi lavori devono essere sempre collocati davanti ad una fonte di luce per far si che l'osservatore subisca quello che tu hai chiamato un "cortocircuito percettivo". Non pensi che questa caratteristica sia un vincolo, un limite per il collezionista che intende acquistarla?
Quasi sempre, infatti, realizzo opere ad hoc. È molto difficile che mi venga acquistato un quadro già realizzato. Quasi sempre, invece, i lavori mi vengono commissionati e a me piace l'idea di realizzare un'installazione, cioè un'opera che tenga conto dello spazio in cui verrà collocata. Ultimamente hai realizzato una bellissima serie di piccoli acquarelli in cui mi sembra che tu utilizzi un linguaggio formale diverso da quello delle tavole… Questi acquarelli sono nati come esercizi per "staccare" dal lavoro dei quadri. Sono "Intervalli" nei quali metto tutto ciò che mi piace, m'interessa o mi fa sorridere senza pensarci troppo, assemblando le illustrazioni dei libri di scuola e dei sussidiari con le cose più bislacche e surreali, magari desunte dai fatti di cronaca… Sono come dei piccoli sketch, quasi delle vignette, in cui il titolo fornisce una chiave di lettura ironica… Visto l'utilizzo che faccio di proverbi, frasi ricorrenti e modi di dire tipicamente italiani, qualcuno mi ha fatto notare che uno straniero non capirebbe in toto il senso di questo lavoro. Credo, però, che siano soprattutto le immagini a parlare. Per questo metto il titolo sul retro del foglio e non dove c'è l'immagine. Hai mai considerato il fatto che, in una ricerca artistica, con un minimo sforzo si può ottenere il massimo dei risultati e viceversa da grandi sforzi possono sortire risultati minimi? Non vedi come questi piccoli aquarelli sortiscano un effetto molto maggiore rispetto l'impegno che hai profuso nel realizzarli? Ah, ah, ah (ride)…mi fa piacere che tu mi abbia detto questa cosa perché una delle mie frasi preferite in assoluto è quella di Visconti quando dice: "Chissà perché nella mia vita riesco sempre ad ottenere con il massimo sforzo il minimo risultato". Sembra assurdo, ma questi due lavori - le tavole e gli acquarelli -, così diversi da far pensare che non siano fatti dalla stessa persona, sono in realtà complementari. Infatti, non potrebbero esistere gli acquarelli, se non ci fossero i lavori grandi. Questa interdipendenza tra tavole e acquarelli mi suggerisce che sarebbe una buona idea esporli insieme, come parti diverse di uno stesso processo creativo. Magari in una mostra intitolata "Doppio gioco". Galleria La Meridiana, Via Oberdan, 3 - Verona Tel. 0458006424 |
Stanno per concludersi... |
| Andrea Pazienza. Segni e memorie per una Rockstar Fino al 26/04/2005 Galleria Comunale d'Arte Contemporanea Monfalcone (GO) info: Piazza Cavour; tel. 0481494369 |
| Da Carpaccio a Canaletto - Tesori d'arte italiana dal Museo Nazionale di Belgrado Fino al 24/04/2005 Castello Normanno Svevo Bari info: Via F. Crispi, 6; tel. 0805431306 |
| Il segno-colore di Carla Accardi Fino al 23/04/2005 Galleria Accademia Torino info: Via Accademia Albertina, 3/e; tel. 011885408 |
| Alex Pinna - Equilibri Fino al 22/04/2005 Ermanno Tedeschi Gallery Torino info: Via C. Ignazio Giulio, 6; tel. 0114369917 |
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