La NewsLetter di that's art!

NewsLetter n° 75 - 15 Aprile 2005


Primo piano


Pop Art Italia
La mostra si incentra sulla storia e sui protagonisti della Pop Art italiana. Attraverso le opere di una trentina di artisti, vengono ricostruiti le vicende e il clima che nel corso degli anni Sessanta hanno dato vita a una 'via italiana', autonoma e originale, al linguaggio Pop. Gli artisti presenti rappresentano al meglio la Pop Italiana e contribuiscono a definire modi e tempi della sua evoluzione.





dal 17/04/2005 al 03/07/2005
Galleria Civica Palazzo Santa Margherita
e Galleria Civica Palazzina dei Giardini
Modena
info: Corso Canalgrande, 103; tel. 059331269



Cromosoma X
La sensibilità femminile
attraverso il medium fotografico

"Cromosoma X vuole essere, come dichiara esplicitamente il sottotitolo, una vera e propria analisi e scoperta della sensibilità femminile. Non vedo la mostra come un omaggio alle donne che, peraltro, potrebbe rivelarsi come ovvio e limitante ma, piuttosto, la possibilità di aggirarci nel mondo attraverso la loro visione dello stesso per poterne capire meglio l'essenza (...)". (F. Boggiano)
Artiste in mostra: B. Bianchini, D. Boggeri, F. Bontempi, G. Caira, S. Calle, D. Carati, E. Chiesa, D. Deacon, A. Fabroni, N. Goldin, J. Groover, J. Hanzlovà, E. Hölzl, R. Horn, I. Van Lamsweerde, B. La Ragione, Z. Leonard, L. Leuci, M. Mayer, M. Migliora, T. Moffatt, P. Nuvolari, L. Raffaelli, M. Sassi, K. Smith, P. Stasdtbäumer, G. Toderi, G. Torresin.

dal 15/04/2005 al 15/05/2005
Joyce & Co. Galleria Artistico Letteraria
Genova
info: Vico del Fieno, 13 rosso; tel. 0102469217



La Parigi di Edouard Boubat
La mostra del fotografo parigino Edouard Boubat (Parigi, 1923-1999) è costituita da centosedici fotografie in bianco e nero che scandiscono un percorso vicace ed affascinante. La rassegna si focalizza sulla capitale francese, dove il fotografo è nato nel 1923, dove ha sempre vissuto, e dove ha avuto modo di esprimere visivamente la sua particolare sensibilità legata ad una visione surrealista delle cose.



dal 16/04/2005 al 26/06/2005
Museo Civico al Santo
Padova
info: Piazza del Santo, 12; tel. 0497851105



Un teatro di vita
Mostra dedicata ad uno dei più importanti artisti contemporanei, Walter Piacesi (Ascoli Piceno, 1929). In esposizione una ventina di opere che ripercorrono temi e tecniche affrontate dall'artista, che con ironia mette in luce le contraddizioni della quotidianità.



dal 16/04/2005 al 15/05/2005
L'Immagine
Cesena (FO)
info: Piazza Aguselli, 42; tel. 0547612981





Focus On
a cura di Chiara Canali

Barbara Giorgis: la creazione umanizzata
Barbara Giorgis è nata a Taranto nel 1959, vive e lavora a Milano. Si è diplomata in pittura all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Dal 2004 insegna "Poetiche del disegno contemporaneo" presso l'Accademia di Brera di Milano. La sua ricerca artistica si muove in direzione del recupero delle radici spirituali nelle rappresentazioni della modernità. Intervenendo sulle immagini femminili di riviste alla moda, elimina gli aspetti di banalità apparente e restituisce loro un'identità spirituale perduta. In tal modo le figure diventano icone dei nostri tempi che trasmettono la forza dell'anima, infondendo un'energia perturbante e misteriosa.


Com'è nata la tua ricerca artistica e in che cosa consiste?
Io parto dall'idea che qualsiasi medium io utilizzi, si tratti della pittura o della fotografia, mi sto misurando con un linguaggio particolare, dotato di caratteristiche specifiche. Quindi intendo l'opera come qualcosa di inerente alla specificità di quel linguaggio. Nella pittura, ad esempio, cerco di ridurre al minimo l'apporto di elementi pittorici, di ottenere immagini con interventi non invasivi, cercando di evitare qualsiasi elemento inessenziale.
Per me, quando si parla di pittura, si parla di grammatica della pittura. La mia grammatica è basata sulla riduzione ai minimi termini di colore e gesto. Quando, ad esempio, devo riportare sulla tela una figura, cerco di limitarmi ai tratti essenziali, senza tuttavia lasciare una traccia gestuale.

Quali sono i punti di riferimento iconografico da cui parti per la delineazione dei tuoi ritratti femminili?
Mi piace lavorare sulle fotografie che scatto io stessa, ma spesso prelevo le immagini direttamente dai giornali e dalle riviste perché mi ispira il taglio fotografico con cui sono riprese le modelle, che richiama l'inquadratura frontale dell'icona antica. Il taglio del quadro è cambiato da quando è stata inventata la fotografia e certe pose non esisterebbero senza questo particolare sguardo alla figura. Il mio intento è quello di fondere l'impostazione compositiva dell'icona antica con il taglio fotografico contemporaneo, che è nostro principale riferimento iconico.

Attraverso quali espedienti formali le tue immagini di donne perdono qualsiasi riferimento a un archetipo di donna contemporanea per diventare icone antiche?
Tutti hanno nella memoria visiva i volti delle modelle sui giornali e nello stesso tempo le sembianze delle icone antiche. Sovrapponendo le differenti rappresentazioni, le due memorie si confondono creando un'icona unica e con una propria autonomia. Il procedimento formale è complesso: dapprima intervengo sulla foto con il gessetto che per la sua leggerezza mi riporta a un effetto di affresco moderno e mi permette di operare delle velature lievi, che non coprono la materia più densa, ma modellano l'immagine di base. Con il nero nascondo le parti che non mi interessano e che vanno a contrastare la luce dell'argento o del dorato che applico successivamente. In questo modo l'iniziale posa impersonale e congelata, o lo sguardo fisso e inespressivo, assumono una geometria archetipica, spogliandosi degli accessori del tempo contemporaneo. L'abito della donna si trasforma in manto di blu cobalto, anzi è il colore stesso che diventa veste della donna, senza più riferimenti al tempo contingente. L'immagine femminile si svela eterna, antica e moderna al tempo stesso. L'atto stesso del velare e svelare allude a una forma di evocazione: il corpo velato è un corpo che sogna; la patina d'argento su un volto mostra una presenza nel suo apparire.

Per quale motivo il disegno assume così grande importanza nel tuo lavoro artistico?
Il disegno entra ormai nell'opera di tanti artisti (come Paolini o Boetti), diventa strumento d'astrazione importante che dialoga con lo spazio. Utilizzo spesso il disegno perché credo sia una forma di espressione sempre attuale e moderna, che rende al meglio questo esercizio di intensità sulla realtà. Il disegno permette di essere veloci, di stare al passo con l'intuizione. La sua velocità permette di essere in contatto con la dimensione veggente dell'artista.

Quale funzione attribuisci ai volti delle Madonne?
La funzione delle Madonne è di umanizzare la creazione. Proporre un volto come simbolo di potenza immaginativa, creatrice e divina. Un essere che immagina realtà altre, come le donne in gravidanza che sognano il volto della presenza che abita in loro. Il volto di un'icona o Madonna deve essere al tempo stesso umano e divino. Così l'artista sogna e immagina la propria utopia, la propria dimensione invisibile.

Quali effetti dovrebbero suscitare nella percezione dello spettatore?
Un effetto disarmante, di spaesamento spazio-temporale, per ritrovarsi nella stanza dei propri segreti…

Attraverso il corpo del disegno e della pittura trasformi il corpo della realtà. In quale direzione di senso punta questa trasformazione formale e simbolica della realtà?
Tutte le esperienze, anche le più trascendentali, sono proprie del corpo, passano attraverso quei "sensi spirituali del corpo" di cui parla S. Agostino, e attraverso i quali avviene la trasformazione. È la realtà stessa che ci permette di essere visionari, i nostri sogni notturni sono fatti di elementi reali, ma di un ordine simbolico molto diverso, che fa parte di un linguaggio legato al corpo eterico, che sta al confine del nostro mondo. Ogni opera si concentra nell'atto di varcare la soglia tra mondo sensibile e insensibile. L'opera è un corpo che consegna i sensi all'anima.

Quale forma di spiritualità intendono recuperare le tue immagini femminili?
Vorrei che l'arte fosse un rito vitale che garantisca la nostra sopravvivenza. Vorrei esprimere attraverso l'arte una teofania d'amore. La donna e la Madonna nell'antichità sono portatrici di messaggi d'amore trascendentali, sono simboli di mediazione con il mondo altro, divino, perché penetrano nell'interiorità dell'essere umano. Per molti poeti e artisti, come Dante stesso richiama ne "La Vita Nuova", la donna è incarnazione del divino. La mia ricerca punta a ridefinire la presenza femminile, per farla divenire finestra simbolica di corpi trascendentali, intelligenza d'amore che accenda il corpo affettivo.

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Stanno per concludersi...

Fausto Roma, l'arte simbolica nella capitale
Fino al 15/04/2005
Sala Adrianea Horti Sallustiani
Roma
info: Piazza Sallustio, 21
Firenze e Kyoto, città parallele
Fino al 15/04/2005
Palazzo Strozzi - Sala Ferri
Firenze
info: Piazza Strozzi, 1; tel. 055288342
La Filosofia dell'Estetica
Fino al 17/04/2005
Antico Castello sul mare
Rapallo (GE)
info: Lungomare Vittorio Veneto; tel. 018550528

Biancaneve e il lupo cattivo
Le favole dei fratelli Grimm illustrate da Emanuele Luzzati

Fino al 17/04/2005
Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
Bergamo
info: Via San Tomaso, 53; tel. 035399529


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