La NewsLetter di that's art!

NewsLetter n° 67 - 18 Febbraio 2005


Primo piano


Guttuso - Capolavori dai Musei d'Europa
Renato Guttuso è stato per più di cinquant'anni uno straordinario testimone del nostro tempo, in grado di rappresentare con le sue opere, ma anche con i suoi scritti, la condizione umana con le sue sofferenze, i suoi miti, le sue passioni, politiche e private. Ripercorrerne l'arco creativo, documentando i diversi movimenti artistici di cui fu protagonista, spesso scomodo, e le accese polemiche che sempre lo animarono, può offrire ai visitatori l'opportunità di confrontarsi con un artista che aveva un'idea forte della funzione dell'arte nella società, una concezione che oltrepassava le mura dello studio. Per capire Guttuso non basta vedere le sue opere ma è fondamentale poter approfondire la sua straordinaria capacità ad intessere rapporti con altri artisti, anche impegnati in discipline diverse. Scrittori come Moravia, scultori come Manzù, musicisti come Nono, poeti come Pisolini e Montale grandi maestri della pittura come Picasso, Sutherland, ebbero con lui rapporti di feconda collaborazione artistica da cui sono nate illustrazioni per libri, scenografie, sodalizi talvolta sviluppatisi in movimenti artistici.

dal 18/02/2005 al 29/05/2005
Palazzo Bricherasio
Torino
info: Via G. L. Lagrange, 20; tel. 0115711811



Brancusi. L'opera al bianco
In mostra circa novanta fotografie di Constantin Brancusi (1876-1957); l'artista rumeno infatti, oltre che scultore, fu fotografo di straordinaria capacità immaginativa e tecnica. Fotografia e scultura sono binomio inscindibile del pensiero dell'artista, anche se più spesso l'accento è caduto sull'opera scultorea, ritardando la scoperta della seduzione delle sue immagini. L'esposizione si propone dunque si superare questa lacuna.




dal 19/02/2005 al 22/05/2005
Peggy Guggenheim Collection
Venezia
info: Dorsoduro, 701; tel. 0412405411



Da Tintoretto a Bison.
Disegni del Museo d'Arte dei Civici Musei - Dal Cinquecento al Settecento

Si intitola 'Da Tintoretto a Bison' l'esposizione con la quale i Musei Civici di Padova svelano un altro dei loro tesori: la importante (e praticamente sconosciuta) collezione di disegni antichi. Tra le collezioni più importanti dei Musei Civici di Padova, in secoli di acquisizioni, si è formata una raccolta di circa tremila fogli: disegni dalla più diversa provenienza e qualità, i più antichi risalenti al Rinascimento, i più recenti al secolo appena concluso. In cinque anni di lavoro, tutti i pezzi sono stati reinventati, fotografati e, quando necessario, restaurati. Quindi sono stati affidati ad un gruppo di specialisti incaricati di riconoscerne o confermarne ambito e, se possibile, paternità di ciascuna opera.

dal 19/02/2005 al 17/04/2005
Musei Civici agli Eremitani
Padova
info: Piazza Eremitani, 8; tel. 0498204550



Yesterday Now
Un viaggio nel tempo, lontano però dal registro di una sterile nostalgia. Perchè le immagini di Barbara Nahmad appartengono a un passato, ma prossimo. Yesterday now: ieri ora. I volti dei protagonisti della storia sociale, culturale, politica dei favolosi anni Sessanta sono qui proposti in un'epica galleria di ritratti. Da Marilyn Monroe a John F. Kennedy, da Che Guevara a Martin Luther King, da Mick Jagger a John Lennon: star, eroi o martiri, tutte icone di un tempo che ha saputo infrangere barriere erette da sempre come argini invalicabili del pensiero e del modo di vivere di tutti noi. Il grande formato rende questi volti quasi gli ideali frammenti di giganteschi manifesti, strappati da una mano irriverente per comporre un mosaico che è quello di un'epoca che è stata il lievito mentale della nostra.

dal 20/02/2005 al 24/04/2005
Fondazione Bandera
Busto Arsizio (VA)
info: Via A. Costa, 29; tel. 0331322311





Focus On
a cura Alessandro Grisoni

Alberto Castelli: "Dipingere è come una bella passeggiata sulla spiaggia"
Alberto Castelli, torinese, nato nel 1970, è autore di una ricerca in cui la figura, in special modo quella femminile, è usata come pretesto visivo per l'elaborazione di una pittura che si fonda su sottili equilibri di colori e geometrie. La sua è infatti una pittura fredda, quasi bidimensionale, priva di connotazioni ambientali nello sfondo, ma concentrata unicamente sui soggetti femminili, svuotati di ogni connotazione psicologica ed emotiva. Come ha giustamente scritto il critico Enzo Santese: "l'artista torinese mummifica la figura in una temperie fredda,quasi isolandola in un contesto temporale del futuro. I volti parlano il linguaggio di una distanza marcata da una sensibilità espressiva collegata al motivo quotidiano dell'affetto e del sentimento […]. Da questo punto di vista la pittura di Castelli è enigmatica, con una carica di problematismo dissimulata da una maschera abbacinata da una luminosità diffusa".


Come succede adesso, alcuni fisici cosmologi s'interrogano sul senso dell'universo, perché c'è l'universo e non qualcos'altro o perché accade qualcosa invece di qualcos'altro, ma allo stesso modo uno si può anche chiedere perché uno continua a dipingere e non fa qualcos'altro?
A me è venuta in mente un'intervista che hanno fatto un po' di tempo fa ad Anthony Hopkins in cui gli veniva chiesto come mai si fosse trasferito negli Stati Uniti e non fosse rimasto in Inghilterra, dove c'è un'ottima tradizione teatrale. Lui ha risposto semplicemente che quando era a Londra doveva solamente interpretare Shakespeare, mentre adesso che è in America invece di interpretare Shakespeare, preferisce fare una passeggiata sulla spiaggia. Questo ti fa capire in realtà l'estrema libertà di un attore di grande talento, che può alternare diversi ruoli più o meno complessi sempre con la stessa bravura e mettendosi in gioco. Lo stesso discorso si può fare con la pittura, in realtà la pittura è il mezzo migliore per capire e conoscere le virtù di un artista, anche dal punto di vista pratico, quindi come per Hopkins la camminata sulla spiaggia, la pittura è per me un ottimo antidoto alla noia. Io ho passato gli anni '70 annoiandomi, perciò, in un certo senso, dipingere rappresenta un modo per evitare questa noia che mi aveva attanagliato per un decennio.

Se il gesto del dipingere è un modo per esprimere il proprio talento, allora aver scelto la donna come soggetto principale è assolutamente un pretesto per poter continuare a dipingere…
Fare arte è sempre un pretesto: o per parlare di altre cose o per esprimere altri concetti. È un po' una metafora, un metalinguaggio, usi l'arte per non dire le cose con la tua voce, anche se con l'arte si creano degli oggetti concreti, che rimangono nel tempo e con i quali prima o poi dobbiamo confrontarci.

Una riflessione che mi sembra molto legata a quello che hai detto prima sulla noia: la noia per Walter Benjamin è un panno caldo e grigio che serve per coprire la nudità, la nudità della nuda vita, e il fatto che tu vuoi scansare via e lacerare questo panno caldo è un modo per essere costantemente messo a nudo e in effetti - se ci pensi - esporre è anche un esporsi…
Si, un costante essere messo a nudo, ma anche un costante essere impegnati in qualcosa. Tu ti crei un impegno e, in un certo senso, questo motiva la tua solitudine. È come una disciplina quotidiana e alcuni artisti potrebbero vederci un aspetto sacrale, ma io ci vedo solamente un antidoto alla noia.

Forse anche il fatto di aver intrapreso un certo tipo di pittura, che continua una tradizione, ma rivestita di questa sorta di superficialità che rappresenta i tempi presenti nella loro dimensione contradditoria e tragica, può spiegare perché ritorna sempre questo universo femminile… perché poi, in realtà, la femmina incarna tutte queste contraddizioni…
Sento un certo legame con un tipo di pittura del passato, che per certi versi influenza anche la mia pratica della pittura…

Tecnicamente quello è anche un tuo modo di manifestare una scelta stilistica legata alla pittura antica, anche se poi hai un atteggiamento un po' diverso dai creatori di icone del passato…
Invece no, inevitabilmente creo delle icone contemporanee… È anche vero che in quest'epoca anche la persona più comune può diventare un'icona. Io trasferisco sulle tele persone senza storia, senza passato, ma che vivono la contemporaneità. Nel momento in cui fermi queste immagini, inevitabilmente crei delle icone, delle icone molto personali, come facevano i pittori del passato. Recentemente sono stato a Ferrara e mi sono rivisto il museo Boldini, dove ho visto forti affinità con il mio lavoro. Boldini era un ritrattista dell'aristocrazia e dell'alta borghesia a cavallo tra i due secoli, io mi rendo conto che sto facendo qualcosa di simile, però dipingendo persone assolutamente comuni. L'aspetto legato alla moda, che spesso mi viene attribuito, è assolutamente ininfluente.

È quella superficialità di cui si parlava prima, la pelle della realtà…
Ma la cosa bella è che quei quadri continuano a vivere adesso e sono molto attuali perché Boldini ha fissato un periodo ben preciso della sua vita e dell'epoca in cui viveva, ed è quello che sto facendo io.

In effetti se tu riesci ad essere autentico e quindi contemporaneo staccando la pelle del tuo reale, allora per forza sarai sempre una testimonianza; questa superficialità è in realtà una pseudo-superficialità, perché c'è tutto il sapore di una tradizione che riemerge. Ho l'impressione che alla fine uno scava, cerca significati profondi legati al gesto stesso del dipingere, ma il senso continua a sfuggirti, perché il senso è semmai quello di continuare a fare questo gesto. In un certo senso, il quadro "La contessa d'Haussonville" di Ingres ha la stessa valenza di un tuo quadro dal punto di vista contenutistico, è il ritratto di una persona, ma noi non indaghiamo mai chi è o chi non è…
…e non ci interessa!

Esatto! Ci chiediamo semmai come è stato fatto.
Ci sono anche altri significati. Secondo me, la grandezza di un certo tipo di pittura è rappresentata dall'atmosfera che dona al quadro. L'atmosfera è qualcosa che va oltre i secoli, oltre il periodo in cui è stata creata una determinata opera, e dura nel tempo, creando un mistero che non sai spiegare. Per questo penso che qualsiasi supporto critico è totalmente inutile… è come cercare di descrivere qualcosa che non ha volto. Non sta a noi svelare questo mistero… possiamo semplicemente accoglierlo e farlo nostro.

Nel momento in cui riesci a percepirlo come mistero, secondo me hai già trovato la tua dimensione umana, perché come dice Franco Rella "il mistero sta oltre la cosa, dentro di noi, nello specchio della nostra intimità"…
…ed è un limite della critica cercare di spiegare le opere!

Il perché uno faccia una certa cosa, nel tuo caso la pittura, è una di quelle domande che ha senso solo se continua ad essere posta… Peschiamo in questo pozzo senza fondo cercando un significato e alla fine riemergiamo spossati, ci accostiamo alla superficie levigata dei quadri e lì troviamo di nuovo la pace. Poi, dopo qualche attimo di quiete… riprende il domandare…
Ah, ah… ma non prima di aver fatto una bella passeggiata sulla spiaggia!

Galleria Forni, Via Fatebenefratelli, 13 - Milano Tel. 0229060126
fax 0263610498
Allegretti Arte Contemporanea, Via San Francesco D'Assisi, 14 - Torino
Tel. 3383777938


Stanno per concludersi...

Il disagio della geometria
Fino al 19/02/2005
Lorenzelli Arte
Milano
info: Corso Buenos Aires, 2; tel. 02201914
'Il Muro Occidentale o del Pianto' e 'Ebrea'
Fino al 20/02/2005
Teatro Sociale
Bergamo
info: Via Colleoni; tel. 035239807
Scultura, fotografia, pittura
Aron Demetz, Carlo Orsi, Mauro Reggio

Fino al 24/02/2005
Galleria Forni
Bologna
info: Via L. C. Farini, 26; tel. 051231589

Alberto Martini. Surréaliste
Fino al 20/02/2005
Palazzo della Ragione
Bergamo
info: Piazza Vecchia; tel. 035399529


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