La NewsLetter di that's art!

NewsLetter n° 65 - 04 Febbraio 2005


Primo piano


Camille Pissarro. Impressioni incise
Rassegna di oltre novanta opere tra le più rappresentative dell'opera grafica di Pissarro. Tra tutti gli impressionisti, Pissarro è quello che con più assiduità si è dedicato all'arte della stampa, meritandosi pienamente il titolo di 'peintre-graveur'. L'incisione all'acquaforte e la litografia fanno parte integrante della sua attività artistica. La sua consistente produzione di arte grafica - centonovantaquattro opere, senza contare i monotipi, 'corpus' importante sia per la quantità che la qualità delle opere - lo rende l'incisore impressionista più prolifico.


dal 06/02/2005 al 08/05/2005
Brolo
Mogliano Veneto (TV)
info: Via Rozone e Vitale, 5; tel. 0415905151



Personale di Kai Noramies
Presentata per la prima volta in Italia l'opera dello scultore finlandese Kai Noramies (1918-1976), con ventisette piccoli bronzi che per soggetto hanno lo sviluppo della personalità umana: la nascita, la scoperta del mondo, il movimento creativo, la formazione dell'identità all'ombra del pericolo atomico, la maturità, la conclusione del ciclo e un nuovo inizio. Sette fasi racchiuse in ventisette opere, realizzate tra il 1965 e il 1973, simbolicamente rappresentate da un bambino e da una bambina, tema caro allo scultore che invocava un mondo migliore, più vivibile e pacifico, proprio a partire dalla tutela dell'infanzia e della sua libertà di espressione.

dal 07/02/2005 al 05/03/2005
Artesanterasmo
Milano
info: Via Cusani, 8; tel. 02877069



Sylvia Mair - Raw Material
"(...) Anzichè avvalersi della simbologia, mutandola magari dall'iconografia tradizionale, Sylvia Mair preferisce servirsi di un nuovo alfabeto, riattualizzare il processo di lettura dei simboli senza sottrarsi alle urgenze e ai richiami del nostro tempo. Nel pensiero di Sylvia Mair, la poetica della trascendenza e del superamento dei limiti si rafforza nella considerazione dell'artista come uomo archetipo, immerso nel mondo dei simboli. In tal senso, l'artista è un soggetto oltraggioso perchè travalica l'intendere comune. Oltraggiare significa, infatti, andare contro una regola, un principio, per solito stabilito dalla morale corrente. Ecco perchè è pericoloso e talvolta controproducente parlare liberamente di ricerca simbolica nell'arte contemporanea, dove la dittatura delle immagini superficiali sarebbe minata dal carattere rivoluzionario ed eversivo del simbolo (...)". (I. Quaroni)

dal 09/02/2005 al 09/03/2005
Spazio Obraz
Milano
info: Vicolo Lavandai, 4; tel. 3396312241



Parole disegnate, parole dipinte
La mostra racconta attraverso settantotto volumi della collezione di Corrado Mingardi la storia del libro illustrato, che simboleggia, soprattutto nel Novecento, l'incontro tra arte e letteratura. L'esposizione si apre con alcuni grandi libri dell'Ottocento illustrati da artisti come Eugène Delacroix, Gustave Dorè, Edouard Manet, e ancora Odilon Redon, Edward Burne-Jones, Aubrey Beardsley, Max Klinger. La sezione dedicata al Novecento è introdotta da un Parallèlement di Paul Verlaine, illustrato da Pierre Bonnard. Al capolavoro di Bonnard fanno seguito molti dei libri che sono entrati nella storia dell'editoria del Novecento. Tra gli artisti presenti con i loro lavori tra le pagine dei volumi in mostra figurano Rodin, Maillol, Kokoschka, Kandinsky, Grosz, Kirchner, Rouault, Chagall, Picasso, Braque, Matisse, Léger, Le Corbusier, Dufy, Laurens, Derain, De Chirico, Ernst, Mirò, Dubuffet, Lanskoy, Tal-Coat, Fautrier, Lichtenstein, Warhol, Dine, Francis, Rauschenberg, Riopelle, Van Velde, Giacometti, Annigoni, Arturo Martini, Campigli, De Pisis, Carrà, Manzù, Maccari, Mattioli, Baj, Tàpies, Alechinsky, Adami, Valentini.

dal 05/02/2005 al 28/03/2005
Palazzo Magnani
Reggio Emilia
info: Corso Garibaldi, 29; tel. 0522454437





Focus On International
a cura di Ivan Quaroni

Philip-Lorca diCorcia: quando l'arte incontra la moda
L'americano Philip-Lorca diCorcia, nato nel Connecticut nel '53, ma di origini italiane, sta conquistando il palcoscenico internazionale dell'arte con le sue fotografie dedicate al mondo della moda. Al MoMA di New York ha recentemente partecipato alla mostra "Fashioning Fiction in Photography since 1990", mentre il Museum Folkwang di Essen ha esposto il suo volume "A Storybook Life", una sorta di autobiografia in 76 scatti.
Quelle di diCorcia sono immagini ottenute mediante una meticolosa predisposizione dei set fotografici, studiati fin nei minimi dettagli, ed un particolarissimo uso delle luci. Gli scatti di "Fashion Photographs", eseguiti per la patinata rivista "W" ed esposte da Monica De Cardenas a Milano, ci restituiscono figure dai contorni precisi, ritratti di personaggi immoti, icone di una umanità altera, priva di passionalità, immersa in lussuosi scenari hollywoodiani. Senza nulla togliere alle particolarità della fotografia, ma anzi potenziandone le infinite possibilità di resa, anche grazie all'impiego di un sistema di flash e luci stroboscopiche per l'illuminazione dei set, diCorcia crea moderni tableau vivant, scorci di vita irreale sospesi sul filo di un'enigmatica narrazione.


Recentemente hai partecipato al MOMA di New York alla mostra "Fashioning Fiction in Photography since 1990" e alla Galleria Monica De Cardenas di Milano hai esposto gli scatti eseguiti per la patinatissima rivista "W". Che cosa possono scambiarsi il mondo dell'arte e quello della moda?
Il mondo dell'Arte e quello della Moda non si escludono reciprocamente, ma, nella maggior parte dei casi, si basano solo su uno scambio di stile. I critici sono in grado di trovare un significato in qualsiasi cosa, ma mi stupirei molto se il lettore medio di una rivista di moda, guardando le immagini che ho realizzato per "W", le associasse in qualche modo a ciò che considera un contesto "artistico". Lo spirito, forse, è diverso, ma anche gli aspetti di vita meno "gioiosi" che credo di aver inserito nel mio lavoro per la moda sono stati ripresi dalla corrente principale dei fotografi di moda. Il mondo della Moda è sempre alla ricerca di novità e l'innovazione è un valore significativo anche nel mondo dell'Arte. Un valore che, per la maggior parte delle opere d'arte, non è percepito come intrinseco, e lo stesso vale per la moda. Penso che i due mondi si condizionino sulla base di stratagemmi di marketing. La distinzione tra alta e bassa cultura è stata superata da un pezzo, ci sono molti punti di contatto tra i vari aspetti della nostra cultura. Tutto ciò è positivo, ma non riguarda solo il rapporto tra Moda e Arte: l'intero meccanismo culturale, ad oggi, è una macchina che funziona grazie alla stessa cosa, il denaro.

Nelle raffinate fotografie della serie "W" sembra che l'oggetto di mercificazione del fashion system sia diventato il corpo stesso. E' solo una mia impressione oppure hai voluto deliberatamente suggerire questo aspetto?
Che tu ci creda o no, molti dei lavori che ho realizzato per "W" contengono una velata critica alla moda e, di conseguenza, alla società in generale. Non faccio molto caso a ciò che indossano le modelle. Mi concentro piuttosto sui loro gesti, tanto fisici quanto mentali. Sono stato a una sola sfilata di moda in vita mia, e non leggo le riviste di moda più di quanto non legga quelle di arte. Trovo che entrambi i generi siano piuttosto inutili come fonte di spunto per nuove idee. La nostra cultura dà molta importanza a un bel corpo. Tutto ciò che ha un valore è considerato un prodotto.

Le tue fotografie somigliano a contemporanei tableau vivant in cui il set è studiato fin nei minimi dettagli e nulla sembra essere lasciato al caso. Come mai hai preferito adottare questa impostazione quasi cinematografica, sviluppando un particolare uso delle luci?
Ho cominciato a sviluppare il mio stile tempo fa, nel tentativo di controllare l'esperienza della fotografia così da diventare in ogni senso l'autore delle immagini, più di quanto facciano i metodi tradizionali. Non poteva importarmene di meno di essere "cinetico". Il controllo è stato a lungo un aspetto fondamentale del mio lavoro; ora è il contrario.

Qualcuno ha scritto che il tuo stile è un perfetto mix di glamour e grunge. Ti ha influenzato di più il mondo di Hollywood e della moda o quello dell'underground?
E' impossibile distinguere le influenze, ma la contraddizione secondo me è un'attitudine positiva.

In serie come "Streetwork" e "Hustlers" ti sei occupato della realtà, rifuggendo da ogni intento documentaristico o narrativo. Che cosa ti affascina della vita di tutti i giorni? Che cosa ti colpisce di più quando ti guardi intorno tanto da decidere di fotografarlo?
L'idea che siamo tutti controllati da invisibili forze sociali, ambientali, linguistiche, psicologiche, etc. e non ci rendiamo conto delle molteplici forme che questo fenomeno assume nella nostra società. Da questo sono attratto. Le questioni "artistiche" non mi interessano e nemmeno fare un lavoro su me stesso, se non per il fatto che lavoriamo sempre su noi stessi, in un modo o nell'altro.

Lo scorso giugno il Museum Folkwang di Essinglen ha esposto le foto del tuo libro "A Storybook life", una sorta di autobiografia fotografica in 76 scatti. Come è nato questo progetto?
Originariamente lo "Storybook Life" era stato pensato come un libro. Non c'era l'intenzione di farne una mostra. Ora, è stato esposto nei musei di tutto il mondo (in Gennaio è stato a Venezia). Un libro e una mostra sono due esperienze molto diverse. Il libro doveva essere un unico oggetto, non una raccolta di singole immagini. In un museo o in una galleria è molto difficile riprodurre le sfumature psicologiche create dal libro. Non è nemmeno un'"autobiografia fotografica". Vi si trovano amici e familiari, ma l'aspetto narrativo non parte necessariamente da me.

Bellezza, espressività, artificio, realtà, sensualità, fantasia e critica sociale. Quali tra questi elementi ritieni fattori irrinunciabili per la tua fotografia?
La realtà è una critica sociale (non importa quanto obliqua) che offre gli strumenti a chi la sta cercando.

In un certo senso, rendi monumentali i soggetti (delle tue opere), doni loro una luce drammatica, evidenzi i loro pensieri più profondi. Cosa ci vuoi mostrare?
Che le convinzioni che di solito si hanno sulla vita interiore dell'individuo sono imposte e inesatte.

In che modo il contesto sociale e politico internazionale influenzano la tua ricerca?
Molti dei miei progetti sono una reazione al contesto politico e sociale. E' questo il punto cruciale della mia ricerca, alla base del metodo di lavoro. La vita è troppo complicata per ridurla a un emendamento politico. A volte, un emendamento non è sufficiente a evidenziare questa complessità. In realtà, è questa la mia ambizione.

Qual è la parte più difficile del tuo lavoro?
Non amo molto la parte di creazione delle immagini. A volte, sono soddisfatto dei risultati, ma l'operazione può essere faticosa e frustrante. Mi obbliga ad interagire con la gente, cosa che di solito non mi interessa. Ho sempre fatto le mie cose da solo, ma il lavoro mi porta a fare cose imposte dagli altri. Questo per me è molto difficile.

Come molti fotografi che lavorano sia nell'arte che nella moda anche tu ti senti a disagio in entrambi i campi?
Ho sempre usato la parola "commercio" come alternativa a "arte" e viceversa. Non mi trovo a mio agio in nessuno dei due ambienti.

Quando hai comprato la tua prima macchina fotografica?
Mio padre ne comprò una per sé quando avevo 17 anni, ma non era capace di usarla, così mi chiese di darci un'occhiata e di fare le foto ai ritrovi di famiglia. Alla fine, la lasciò a me.

Il primo scatto è sempre il migliore?
Utilizzo molto la Polaroid per le verifiche tecniche. Spesso, è difficile che l'immagine sulla pellicola renda bene come con la Polaroid. Ecco perché cerco un metodo di lavoro sempre più caotico.

Monica De Cardenas, Via F. Viganò 4 - Milano Tel. 0229010068


Stanno per concludersi...

Nascita della Metropoli - Nolli & Piranesi.
Piante e vedute di Roma nell'Europa dei Lumi

Fino al 07/02/2005
Istituto Nazionale per la Grafica - Palazzo Fontana di Trevi
Roma
info: Via Poli, 54; tel. 06692050205
Bronzi del Rinascimento.
Collezione Vok

Fino al 06/02/2005
Musei Civici agli Eremitani
Padova
info: Piazza Eremitani, 8; tel. 0498204550
Americanlifetime
Fino al 05/02/2005
V.M.21 Artecontemporanea
Roma
info: Via della Vetrina, 21

Lucas Reiner - Alberi
Fino al 04/02/2005
Claudia Gian Ferrari '900 Italiano
e Arte Contemporanea
Milano
info: Via Fiori Oscuri, 3; tel. 0286461690


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