| La NewsLetter di that's art! |
| NewsLetter n° 48 - 1 Ottobre 2004
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Degas - Classico e modernoIl dramma di Degas è armonizzare "le esigenze di perfezione classica e la visione acuta della realtà moderna" (J. Leymarie). Da qui nasce il titolo della mostra che costituisce il 'fil rouge' del percorso di 'Degas. Classico e moderno'. Se inizialmente l'educazione artistica, legata ai grandi modelli del passato, consente all'artista di acquisire gli strumenti necessari ad esprimere il suo mondo, presto egli sente l'esigenza di legare la sua attività alla realtà contemporanea, vivendo con estrema tensione il rapporto fra i valori della tradizione e il richiamo della modernità. Per l'occasione esposte oltre centottanta opere, suddivise fra olii, pastelli, disegni, sculture, fotografie. dal 02/10/2004 al 01/02/2005 Complesso del Vittoriano Roma info: Via di San Pietro in Carcere; tel. 066780664 |
Il cubismo. Rivoluzione e tradizioneRassegna straordinaria di oltre quaranta capolavori di Picasso, Braque, Gris, Léger e degli altri protagonisti del cubismo, che racconta la storia dell'avanguardia che ha cambiato il volto dell'arte moderna. dal 03/10/2004 al 09/01/2005 Palazzo dei Diamanti Ferrara info: Corso Ercole I d'Este, 21; tel. 0532204828 |
Fenomenologia della Metacosa, sette pittori nella Milano degli Anni Ottanta Grande mostra dedicata a un gruppo di artisti che negli Anni Ottanta operarono a Milano nello studio di Gianfranco Ferroni e che animarono l'ambiente culturale milanese dando vita a un movimento di tendenza che prese il nome di 'Metacosa'. In occasione della presentazione della prima mostra del gruppo a Brescia, Roberto Tassi ha scritto: "Ogni pittore di questo gruppo ha la propria luce; la qualità e la sostanza della luce essendo diversa in ognuno di loro; la coincidenza di poetica non comporta coincidenza di stile o di poesia. Il fascino e la verità della mostra sta proprio in questo, nell'unire intorno a una comune idea, e quasi filosofia, della pittura, artisti molto diversi". Esposte le opere di: Gianfranco Ferroni, Sandro Luporini, Giuseppe Bartolini, Giuseppe Biagi, Lino Mannocci, Giorgio Tonelli, Bernardino Luino. dal 06/10/2004 al 21/11/2004 Spazio Oberdan Milano info: Viale Vittorio Veneto, 2; tel. 0277406300 |
XXIV Andamenti. Sol LeWitt - Mimmo Paladino L'esposizione di Sol LeWitt (Hartford-Connecticut, 1928) e Mimmo Paladino (Paduli - BN, 1948) è il risultato di un incontro tra i due artisti a Roma nel 2002 e della loro collaborazione. Si tratta di ventiquattro lavori su carta prodotti a quattro mani. Queste opere sono una vera e propria sfida, e benché il lavoro degli artisti derivi da due prospettive e processi lavorativi radicalmente differenti, questi si congiungono in modo armonioso e la reciproca influenza è chiaramente visibile già nelle rigide forme geometriche del pittore americano temperate dall'uso di ricchi rossi e blu e da sinuose e flessuose linee, mentre le liriche immagini di Mimmo Paladino frequentemente diventano fragili angolazioni tipiche del lavoro di Klee. Le opere non sono semplicemente il punto di incontro di due maniere diverse di concepire un momento creativo, ma diventano pur nel contrasto dei segni un qualcosa di imprevisto e unico. dal 06/10/2004 al 05/12/2004 Galleria Nazionale d'Arte Moderna Roma info: Viale delle Belle Arti, 131; tel. 06322981 |
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Focus On a cura di Ivan Quaroni |
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Tiziana Fusari. Piccole storie L'immaginario di Tiziana Fusari è popolato di donne di cui non vediamo il volto, di scritte infantili disegnate o cucite al contrario, di disegni eterei e preziosi quanto una miniatura. Il corpo umano, inteso come fonte di veridicità rispetto alla menzogna del volto, è uno dei temi ricorrenti nelle opere dell'artista. Spesso, attraverso opere di piccole dimensioni, l'artista richiama l'osservatore ad una necessaria attenzione, condizione essenziale per afferrare il senso dei suoi lavori. L'universo poetico di Tiziana Fusari, infatti, è un mondo tutt'altro che rassicurante, in cui abbondano particolari inquietanti, talvolta persino crudeli. Un mondo che al clamore dei tempi oppone l'intimità del silenzio.
Mi sembra che la tua ricerca artistica, attraverso gli Ex-Libris, le figurine, i francobolli, le cartoline, esprima una vocazione verso le piccole dimensioni. Come spieghi questa tua tendenza miniaturistica?
Non parlerei di una tendenza miniaturistica, pur amando molto le piccole dimensioni - che sono la salvezza quando s'ha da fare i conti con problemi di spazio e di tasca e che in definitiva si rivelano anche una scelta molto superba di un "fare" che pretende l'attenzione ed il silenzio della riflessione in un panorama di "grida" e di ricerca d'épater, perché, in realtà, il mio lavoro ha sempre spaziato tra i centimetri ed i metri tra i grandi ed i piccoli volumi. Quasi sempre, nella rappresentazione della figura umana, spesso femminile, adotti particolari tagli e inquadrature in cui escludi il volto, concentrandoti piuttosto su particolari del corpo e della postura dei tuoi personaggi… Come mai questa scelta espressiva? Questa scelta nasce da un'osservazione costante degli atteggiamenti di chi mi circonda. È un'analisi quasi pirandelliana delle reazioni delle persone nei diversi contesti… ne scruto gli sguardi, ne osservo i visi, ne osservo i movimenti, che, il più delle volte, non accompagnano gli sguardi. I movimenti raccontano condizioni emotive differenti, dichiarano tensioni che mancano negli occhi, sottolineano, crudelmente, impacci che le fisionomie non rivelano, mostrando disagi e vulnerabilità che i sembianti celano. Ritengo, insomma, che il corpo racconti molto di più di un volto, aldilà di tutti i luoghi comuni sullo sguardo e l'anima. Leonardo da Vinci diceva che è il corpo a non tradire il "vero sentire". Inoltre, a me sembra che il volto limiti l'immagine, la blocchi in una narrazione che lascia poche possibilità di sviluppo. Infine, dal punto di vista meramente formale, trovo che il corpo allarghi lo sguardo, consentendogli di volar via verso infinite possibilità, direi drammaturgiche e plastiche, scivolando oltre, inseguendo linee pure e puri rapporti di forma e di equilibri.
Moltissimi artisti, oggi, guardano con rinnovato interesse al mondo dell'infanzia. Penso a certi lavori di Sabrina Mezzaqui e, in campo squisitamente pittorico, alla ritrattistica intimista di Valerio Berruti, Roberta Savelli ed Elisabetta Vignato…
Che significato ha per te la scrittura, presente nei tuoi lavori appunto sotto forma di calligrafia infantile?
Premesso che il mio desiderio è quello di impadronirmi delle parole e farle diventare disegno, solo disegno, l'alfabeto - e dunque il linguaggio - è, comunque, la prima forma di presenza, di appropriazione del mondo. Attraverso le parole, divieni partecipe della realtà, leggendola, dicendola, disegnandola. Le parole, in fondo, sono la prima forma artistica della vita, i primi segni che si tracciano sul foglio - di qui l'uso della grafia infantile. Ma attraverso la scrittura, io disegno anche la visione del mondo, diversa per ogni alfabeto ed è per questo che cerco di mescolare il più possibile i lemmi dei vocabolari nei miei "abbracci" tra parole e disegno. La tua ricerca si avvale indifferentemente della pittura, del disegno, della scultura e dell'installazione. Qual è, nel tuo lavoro, il filo conduttore tra questi diversi medium? Il filo conduttore è la necessità, l'urgenza di confrontarmi con tutte le possibilità espressive. È una fame dello sguardo, che spoglia e riveste ogni aspetto del "percepito", ridefinendolo secondo nuove letture e nuovi canoni. È perciò un gioco straordinario, per me, confrontarmi ogni volta con il ritrovato privilegio dei tanti sguardi possibili. Tale necessità, dunque, mi rende bulimica in quest'urgenza di percorrere tutte le strade possibili. Anche in questo momento, ad esempio, lavoro contemporaneamente su un progetto di scultura e su disegni di grandi dimensioni. Ciocca Arte Contemporanea, Via Lecco 15, Milano. Tel. 0229530826 |
Stanno per concludersi... |
| Gran Sera. Dalla Hollywood sul Tevere agli anni Ottanta Fino al 02/10/2004 Galleria Nazionale di Palazzo Arnone Cosenza info: Via G. V. Gravina; tel. 0984793748 |
| Tinguely e Munari. Opere in azione Fino al 03/10/2004 CAMeC - Centro Arte Moderna e Contemporanea La Spezia info: Piazza C. Battisti, 1 |
| Da Tintoretto a Rubens. Capolavori della collezione Durazzo Fino al 03/10/2004 Teatro del Falcone Genova info: Via Balbi, 10 |
| Mostra antologica Fino al 07/10/2004 Stefano Forni Bologna info: Piazza C. Cavour, 2; tel. 051225679 |
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