| La NewsLetter di that's art! |
| NewsLetter n° 46 - 17 Settembre 2004
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| Primo piano |
Leonardo Dudreville (1885-1975).Dal divisionismo a 'Novecento' Prima antologica completa realizzata su Dudreville, protagonista tra i più significativi dell'arte italiana della prima metà del secolo scorso che documenta tutto il suo percorso espressivo, dal divisionismo al futurismo, dal Novecento Italiano al realismo 'fiammingo'. L'esposizione comprende settanta dipinti e si apre con una serie di luminosi paesaggi divisionisti, tra cui la 'Trilogia Campestre' (1912), un monumentale trittico ora nei Civici Musei di Lugano, non più esposto in Italia dal 1912, che ha coem tema l'armonia della natura. dal 19/09/2004 al 19/12/2004 Serrone della Villa Reale di Monza Monza (MI) info: Viale Brianza, 2; tel. 039322086 |
Non Toccare la Donna Bianca Arte Contemporanea fra diversità e liberazione Collettiva di diciotto artiste internazionali - Micol Assael, Maja Bajevic, Berlinde De Bruyckere, Marlene Dumas, Ellen Gallagher, Carmit Gil, Fernanda Gomes, Lyudmila Neshat, Shirana Shabazi, Valeska Soares, Nobuko Tsuchiya e Shen Yuan - che presentano opere quasi tutte inedite (dalla pittura al video, all'installazione e alla fotografia) create per l'occasione. dal 17/09/2004 al 08/01/2005 Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Torino info: Via Modane, 16; tel. 01119831616 |
Mario Sironi Segni e colori 1915-1960 La mostra è composta da una settantina di opere realizzate dal 1915 al 1960, disegni, vignette satiriche, tecniche miste, tempere e oli, che ripercorrono l'itinerario artistico di Mario Sironi (Sassari, 1885 - Milano, 1961). dal 18/09/2004 al 14/11/2004 Galleria d'Arte Cinquantasei Abano Terme (PD) info: Galleria Moisè Trieste, 2; tel. 0498668759 |
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Personale di Carla Accardi La mostra dadicata a Carla Accardi (Trapani, 1924), propone quattro momenti diversi: i lavori in sicofoil degli anni Settanta quasi mai esposti, una casa-labirinto in perspex, una serie di alti coni di ceramica e quindici grandi disegni appositamente realizzati per questa esposizione. Personale di Valery Koshlyakov Le sculture di Valery Koshlyakov (Salks - Russia, 1962), sono realizzate con materiali insoliti - dal cartone riciclato ai sacchetti per la spazzatura, dai nastri adesivi al polistirolo per imballaggi - assemblati in una sorprendente paesaggistica della contemporanietà che non può non colpire per coraggio espressivo e per innovazione formale. Personale di Sissi Sissi (Bologna, 1977) propone una performance che si svolge sullo sfondo si un paesaggio di nidi, un'ambientazione fantastica che l'artista ha creato espressamente per l'occasione intrecciando smidollino e giunco. dal 19/09/2004 al 09/01/2005 Macro - Museo d'Arte Contemporanea Roma Roma info: Via Reggio Emilia, 54; tel. 0667107915 |
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Focus On a cura di Ivan Quaroni |
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Federico Guida. Automakie. Nato a Milano nel 1969, dove vive e lavora, Federico Guida è autore di una pittura dalla fortunatissima sigla stilistica, immediatamente riconoscibile eppure svincolata dal contesto della Nuova Figurazione. La sua ricerca si focalizza innanzitutto sul tema del corpo, sempre rappresentato in posture al limite della contorsione, segnato da caratteristiche di forte espressività. Siano vecchi, deformi oppure contratti, i corpi iperrealistici di Guida, immersi in un'artefatta atmosfera sanguigna, sono impegnati in una costante automakia, un'eterna lotta senza vincitori né vinti. L'artista rappresenta, attraverso la sua pittura memore della lezione performativa della body art, il limite fisico, e talora spirituale, tra la vita e la morte, la guerra che l'uomo conduce con il Tempo, la malattia, l'invecchiamento. La sua ritrattistica, spesso incentrata su fisionomie ricorrenti, come quella del suo modello-feticcio, Dino, sembra indagare la dimensione limite tra la pazzia e la normalità. E tuttavia, accanto alle drammatiche componenti espressionistiche e luministiche, la pittura di Guida trova un contrappeso, in termini di levità, nell'inserimento di brani di tessuto o petali di rosa, tutti elementi che hanno non solo la funzione di impreziosire la composizione, ma anche quella di delimitare lo spazio, e, infine, di racchiudere il gesto.
Dal punto di vista iconografico, il tuo tema principale è quello della figura umana, raffigurata in posture particolari, derivate in parte dal teatro e in parte dalla danza…
Il mio è un interesse verso l'espressione della performance teatrale, che nel mio caso specifico ho ribattezzato "performance teatrale intimista", nel senso che per me si tratta di una situazione vissuta nell'intimità dello studio che poi io cerco di trasporre nel linguaggio pittorico. In pratica chiamo dei modelli e li sottopongo a delle sessioni di posa che documento fotograficamente. Le posture contorte - una volta ho chiamato a posare anche una contorsionista - sono una rappresentazione della automakia, cioè della battaglia che il corpo conduce con se stesso. Quindi, prima ancora di mettere mano al pennello, cerchi di dirigere le sessioni di posa come fossero un set fotografico? No, in realtà lascio ai modelli la massima libertà d'azione e di interpretazione, come nel caso del gigante e del nano, che poi sono diventati i protagonisti di molti lavori della mostra Fratture Multiple. Diciamo che lascio che le cose accadano… Perciò si può dire che prima assisti ad una sorta di opera d'arte performativa, poi trasponi quella visione, con tutte le variabili del caso, in opera pittorica… Esattamente. Oltre alle scene di automakia e di lotta, la tua produzione insiste anche sul tema del ritratto, prediligendo modelli dalle marcate caratteristiche fisiche, che conferiscono alla tua pittura una certa inclinazione espressionista… Come spieghi questa tua scelta di tipologie corporee sub e super-normali? Forse perché quei corpi dai connotati così evidenti, così marcati dalla vecchiaia, da anomalie fisiche, oppure semplicemente brutti, mi permettono di rappresentare meglio temi come la lotta contro il tempo, la tensione fisica tra la vita e la morte, in una parola la battaglia dell'individuo con se stesso…
Dal punto di vista stilistico, invece, se da un lato ti concedi a modalità espressionistiche, dall'altro recuperi la dimensione decorativa. Com'è nata l'idea di inserire brandelli di stoffa nei tuoi quadri?
Devo dire che è stata una cosa del tutto casuale, che poi, col tempo, è diventata una pratica legata più che all'aspetto meramente decorativo, all'organizzazione spaziale dei miei lavori. La prima volta ho usato la stoffa per coprire la parte danneggiata di un lavoro, trasformandola in una sorta di pareo che fuoriusciva dal quadro. In seguito ho iniziato ad usare il tessuto per delimitare lo spazio dell'azione nell'opera, come una specie di ring entro cui si svolgeva la lotta… Un altro aspetto fortunato del tuo lavoro, che come gli altri è diventato una componente fondamentale della tua sigla stilistica, consiste nell'utilizzo di una tecnica disegnativa iperrealistica, che ha indotto qualche critico a parlare di "fotorealismo". Come hai acquisito questa abilità? Credo che sia in parte frutto di insegnamenti paterni, in parte il risultato della mio apprendistato con Aldo Mondino, che mi ha aiutato molto a capire la pittura sotto diversi aspetti. L'utilizzo della luce, pur nella sua tonalità di rosso carminio, ricorda per certi versi la grande lezione della pittura del Seicento, da Caravaggio a Ribera… TIn realtà, mi sento più influenzato da De Latour, dal suo tipo di "risoluzione pittorica", che sento più vicina alla mia di quella di Caravaggio. Quella di De Latour, infatti, è una luce artefatta, che scivola sulla superficie trasformando i personaggi in manichini. E poi, nella mia pittura, come in quella del maestro francese, è assente l'aspetto narrativo e aneddotico perchè preferisco sempre lasciare spazio a diverse interpretazioni… Una domanda difficilissima: che percezione hai del tuo posto nel contesto dell'arte contemporanea italiana? Mi sento fuori dal giro e non trovo affinità con nessuno della mia generazione. In senso strettamente stilistico, mi sento un emarginato. In effetti, per rintracciare delle affinità col tuo lavoro si è costretti ad andare indietro nel tempo. Prima parlavamo della pittura del Seicento… e tuttavia, non si può dire che non ci sia una componente contemporanea. Credo che la tua ricerca tenga conto, giocoforza, degli sviluppi della body art… La mia attenzione per l'atto performativo è certamente il risultato dell'influenza della body art, anche se poi io la traviso attraverso una pittura dal carattere spirituale… Si, credo che questi miei lavori siano molto… spirituali… Io credo che siano molto carnali, come un grido disperato che denuncia la prigione della materia. In questo senso si può parlare di una "spiritualità dell'abbandono", che si sposa con un'atmosfera decadente… tutti quei petali di rosa e quel sentimentalismo estenuato tipico dei dandy… Si, è vero… io ho questo tipo di sensibilità un po' decadente, non a caso mi piace la musica di Nick Cave e dei Cure… Si, ho notato che hai il vinile di The Head on the door… Gran bel disco vero? Bonelli Arte Contemporanea, Via Corrado, 34/42, Mantova Tel. 0376224565 www.bebarte.com |
Stanno per concludersi... |
| Haubitz + Zoche - Dentro lo specchio Fino al 20/09/2004 Studio La Città Verona info: Via dietro Filippini, 2; tel. 045597549 |
| Personale di Alan Charlton Fino al 18/09/2004 Galleria Alfonso Artiaco Napoli info: Piazza dei Martiri, 58; tel. 0814976072 |
| Zero. 1958-1968 tra Germania e Italia Fino al 19/09/2004 Palazzo delle Papesse Siena info: Via di Città, 126; tel. 057722071 |
| Volviendo a un lugar conocido - Juan Hernandez Pijuan Fino al 19/09/2004 Museo Morandi Bologna info: Piazza Maggiore, 6; tel. 051203646 |
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