| La NewsLetter di that's art! |
| NewsLetter n° 45 - 10 Settembre 2004
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| Primo piano |
Medardo Rosso.Le origini della scultura moderna La mostra presenta oltre una sessantina di sculture di Medardo Rosso, una ventina di fotografie, una decina di suoi lavori grafici e quindici opere di grandi autori che furono in rapporto con l'artista o da lui influenzati (quali Rodin, Picasso, Brancusi, Mattisse e Boccioni). L'esposizione consente di rileggere la figura e l'opera di Medardo Rosso evidenziando il complesso intreccio degli apporti che contribuirono alla sua maturazione artistica. Scultura viva è quella di Medardo Rosso, nella scelta dei soggetti e nella partecipazione emotiva, come nelle soluzioni compositive, estremamente innovative per la dislocazione libera dei personaggi nello spazio, basti pensare alla bellissima 'Conversazione in giardino' del 1896, uno dei suoi capolavori 'en plein air'. dal 10/09/2004 al 28/11/2004 Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea Torino info: Via Magenta, 31; tel. 0115629911 |
Gianfranco Asveri.25 anni ai Gasperini L'esposizione "25 anni ai Gasperini" rappresenta un momento importante della storia artistica di Gianfranco Asveri (Fiorenzuola d'Arda, 1948), è l'occasione per mostrare e ripensare a un quarto di secolo di lavoro di un artista, figura indipendente ma non per questo estranea al contesto artistico. dal 16/09/2004 al 09/10/2004 Palazzo delle Stelline - Sala del Collezionista Milano info: Corso Magenta, 61; tel. 0245462.1 |
Beautiful Minds - Premi Nobel.Un secolo di creatività Mostra spettacolare e di straordinaria suggestione intellettuale, che si ispira agli uomini e alle idee premiati con il Nobel, per indagare, appunto, le incerte origini della creatività: la misteriosa miscela di talento e opportunità offerte dal contesto che innesca e alimenta il processo creativo, il coraggio delle nuove idee, la sfida alle teorie consolidate, la combinazione innovativa delle conoscenze. L'esposizione presenta, con oggetti suggestivi, un uso assai efficace della multimedialità e spettacolari filmati, tutto ciò che si può desiderare sapere degli oltre settecento Laureati dalla nascita del Nobel (1901), delle loro idee, dell'epoca in cui hanno operato e dell'uomo che ha dato vita al prestigioso premio, il chimico svedese Alfred Nobel, idealista, inventore e imprenditore cosmopolita. dal 16/09/2004 al 02/01/2005 Palazzo Strozzi Firenze info: Piazza Strozzi, 1; tel. 0552776406 |
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Carol Rama - Antologica Presentata una grande antologica dedicata all'intero percorso creativo dell'ottantenne artista torinese Carol Rama. Esposte circa centocinquanta opere pittoriche realizzate dal 1936 ad oggi. Lavori caratterizzati da un linguaggio forte, dirompente, che esplora il tema dell'identità femminile, con espliciti riferimenti al corpo e alla sessualità. dal 11/09/2004 al 21/11/2004 Joan Mirò, pittore e scultore L'esposizione presenta oltre cento opere, di cui sessanta sculture, cinque dipinti e oltre trenta tra disegni, acquerelli e arazzi, dell'artista catalano Joan Mirò (Barcellona 1893-1983). I lavori in mostra sono stati tutti realizzati tra il 1960 e il 1977, quando il maestro era pienamente affermato a livello internazionale, e forniscono per varietà di tipologia, una visione complessiva dell'opera matura di Mirò. dal 11/09/2004 al 28/11/2004 MART Rovereto (TN) info: Corso Bettini, 43; tel. 0464438887 |
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Focus On a cura di Ivan Quaroni |
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Valeria Agostinelli: la disciplina dell'equilibrio Nell'arte di Valeria Agostinelli il disegno e l'impiego di materiali fragili ed effimeri come la carta, il legno, la lana e la cartapesta, danno vita ad esili figure femminili, in bilico tra fragilità e forza, tra leggerezza e pesantezza. La sua ricerca, dal carattere profondamente poetico, si profila come un'indagine sulla precarietà della condizione esistenziale, come un'incursione tra le pieghe di un'intimità che si riscopre inviolabile. Attraverso l'uso di un disegno sapientemente stilizzato, l'artista fissa sulla carta una carrellata di ritratti sospesi, di rarefatte immagini in cui si fondono le memorie arcaiche dell'archetipo femminile e lo struggente espressionismo delle nevrosi contemporanee. Le sue figure filiformi, siano esse disegnate o scolpite, sono la sigla di uno stile unico, maturato attraverso anni di disciplinato lavoro. Uno stile gentile e discreto, che contrappone al clamore volgare di tanta arte contemporanea la propria muta poesia. Nella tua ricerca artistica privilegi l'uso di materiali poveri come la carta. Come hai maturato questa scelta? Il mio incontro con la carta è stato casuale. All'inizio collaboravo con alcuni showroom di design per i quali avevo l'opportunità di creare progetti interamente realizzati da me, senza l'apporto di artigiani o altri specialisti. La carta si è allora rivelata un supporto che potevo facilmente usare senza ricorrere ad altri materiali. Una conferma a proseguire lungo la strada dell'utilizzo della carta mi venne da Gianfranco Maraniello, che era il mio professore di pittura all'Accademia di Brera. Ricordo che al 3° anno presentai un'installazione a terra composta di 40 scarpette "orfane" in carta; Maraniello mi incoraggiò ad approfondire la ricerca del materiale e quella formale attraverso la scultura. Per disegnare, invece, usi la china, l'ecoline e le aniline, che non consentono nessun margine di errore… L'acqua è imprevedibile ed è difficile da governare. Ricordo che all'inizio, quando aggiungevo l'acqua alla china su di uno speciale tipo di carta tedesca particolarmente assorbente, mi riusciva difficile evitare che si creassero dei ristagni sul foglio. Col tempo sono riuscita ad appropriarmi di questa tecnica e ad acquisire una certa abilità nonostante sia un materiale straordinario per il fatto che si fa scoprire ogni volta "diverso". Spiegami esattamente come lavori. Disegno con la china utlizzando grossi pennelli e stracci e intervengo poi con l'acqua per alleggerire il colore dove serve. Quando utilizzo grandi dimensioni, lavoro disponendo il foglio sul pavimento e intervengo da terra ingaggiando una sorta di sfida con i materiali per la rapidità dei gesti che l'acqua richiede, poiché le chine vengono assorbite rapidamente e non permettono errori.
Nei tuoi lavori domina la presenza di figure femminili, mentre quelle maschili sono pressoché assenti. Come te lo spieghi?
Non saprei spiegarlo razionalmente. Forse dipende semplicemente dal fatto che sono una donna e che vivo il mio lavoro con molta empatia. Nelle sculture come nei disegni cerco di rappresentare la ricerca di un equilibrio, seppur precario, che è estetico ed esistenziale ad un tempo. Le mie donne sono sempre in bilico tra forza e fragilità, tra leggerezza e pesantezza. In questo senso, la carta si è dimostrato il materiale che, proprio per la sua fragilità, si è prestato più di altri a rendere questo senso di precarietà. Pensi che si possa definire la tua un'arte tipicamente femminile? No, non m'interessano definizioni tipo "arte al femminile" e via dicendo. Certamente, il mio lavoro ha connotati femminili, ma credo che ciò dipenda da un fatto puramente fisiologico. Piuttosto, parlando del mio lavoro, vorrei che si prestasse più attenzione al fattore umano sul quale innesto le mie deformazioni. Le mie donne, dopo tutto, non hanno connotati fisici così definiti. Attingo parte delle immagini da una sorta di archivio fotografico privato che, in qualche modo, testimonia una serie di momenti riscaldati e poi straniati da un'emotività che tenta di riappropriarsi di quelle immagini.
La tua ricerca, profondamente poetica, non sembra rispecchiare gli attuali indirizzi dell'arte contemporanea. Qual è il tuo posto nel panorama odierno?
Credo di essere un po' ai margini, come altri artisti, del resto. Il panorama dell'arte contemporanea testimonia come le ricerche attuali stiano perdendo ogni connotato poetico, neutralizzandosi sempre di più in direzione di tematiche superficiali oppure di forte impatto. A mio avviso, la ricerca artistica è anche una ricerca interiore e spirituale che poi si esplica attraverso qualcosa di "materiale". Quello che, invece, ci è dato di vedere oggi è la presenza sulla scena di ricerche poco approfondite, se non addirittura banali… Io intendo l'arte come il frutto di un percorso lungo una vita. Forse la bellissima biografia di Giacometti scritta da James Lord, può spiegare meglio cosa intendo dire… La maggior parte degli artisti, conscia dell'estrema importanza dei meccanismi di comunicazione nella società, sembra più impegnata ad autopromuoversi che a maturare una propria ricerca. Al contrario, credo che l'artista debba prima sviluppare il proprio lavoro e poi occuparsi di promuoverlo. Tu hai citato Giacometti, la cui influenza si legge, in filigrana, nei disegni e nelle sculture delle tue donne dai corpi esili e filiformi… Quali altri artisti ti hanno influenzato? Tra gli artisti del passato ho amato molto Schiele gli espressionisti astratti tedeschi Bosch, mentre tra i contemporanei Louise Bourgeois, Carol Rama e Marlene Dumas. Qualche volta mi lascio influenzare anche dalla letteratura, nel senso che posso trovare in autori come ad esempio Murakami, suggestioni e stimoli che poi sviluppo nel mio lavoro. Spesso le influenze nel mio lavoro nascono dalla letteratura di Muratami, dalla poesia della Cvetaeva, dal cinema di Bergman o dalla danza di Pina Bausch (per citare alcuni degli artisti che sento affini al mio pensiero e che, in qualche modo, possono stimolare lo sviluppo di un mio progetto). Quando prima parlavi di "sviluppare il proprio lavoro" intendevi dire che esso va affrontato come una sorta di disciplina? Recentemente ho visto un film molto bello, intitolato "Primavera, Estate, Autunno, Inverno …e ancora Primavera". Su una palafitta piantata nel mezzo di un lago e circondata di sola natura, vivono un monaco zen e il suo giovanissimo discepolo. Un giorno, per impartire una lezione al suo discepolo che ha deviato dal suo percorso di rigore e disciplina, il maestro scrive sulla piattaforma della palafitta una lunga scritta in ideogrammi giapponesi, utilizzando come pennello la coda del gatto che vive con loro. Finito di scrivere, ordina al giovane monaco di iniziare ad incidere quella scritta e di non smettere fino a che non abbia concluso il lavoro. Per 24 ore consecutive, con le mani sanguinanti, il discepolo si sottopone alla dura punizione. Credo che la lezione impartita dal maestro al discepolo insegni che "fare qualcosa", senza distrazioni, ti consenta di entrare sempre più coscientemente nel tuo percorso, di assumerti la responsabilità di ciò che fai, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche "ideologico". Per tornare, quindi, alla tua precedente domanda sull'attuale panorama artistico, penso che quello che manca oggi sia il rigore… Galleria Vanna Casati, Via Borgo Palazzi, 42 (interno), Bergamo Tel. 035222333 |
Stanno per concludersi... |
| Rubaldo Merello - Un maestro del Divisionismo Fino al 12/09/2004 Palazzo Liceo Saracco Acqui Terme (AL) info: Corso Bagni, 1; tel. 0144770272 |
| Pablo Echaurren - Dagli anni settanta a oggi Fino al 12/09/2004 Chiostro del Bramante Roma info: Via della Pace, 5; tel. 0668809035 |
| Schermo delle mie brame. Come la pubblicità ha cambiato le vita degli italiani (1954-2004) Fino al 12/09/2004 Castello di Rivoli Rivoli (TO) info: Piazza Mafalda di Savoia; tel. 0119565222 |
| Takis: l'opera d'arte come simbolo d'energia Fino al 11/09/2004 Galleria Credito Siciliano Acireale (CT) info: Piazza Duomo, 12 |
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