La NewsLetter di that's art!

NewsLetter n° 44 - 3 Settembre 2004



Primo piano


Attilio Alfieri - Edgardo Mannucci, protagonisti e precursori
nell'arte del XX secolo

Due mostre antologiche autonome ma contigue, dedicate al pittore Attilio Alfieri (Loreto, 1904 - Milano, 1992) e allo scultore Edgardo Mannucci (Fabriano, 1904 - Arcevia, 1986), occasione di un approfondimento e riposizionamento dei due artisti nella storia dell'arte del XX secolo.

dal 04/09/2004 al 10/11/2004
Mole Vanvitelliana
Ancona
info: Banchina G. Da Chio, 28; tel. 0712072348



Pin ups and down
Una mostra collettiva tutta al femminile: Vera Muller (1967), Karin Andersen (1966) e Anya Janssen (1962) presentano i loro progetti più recenti, realizzati con un'ibridazione tecnica di fotografia e pittura.

dal 04/09/2004 al 30/09/2004
Mondo Bizzarro Gallery
Roma
info: Via Reggio Emilia, 32c/d;
tel. 0644247451



Verso lo spazio luce.
La pittura ucraina dagli ultimi decenni dell'Ottocento
alla Rivoluzione del 1917

Per la prima volta in Italia esposte le maggiori opere di pittori ucraini, scelte tra la vastissima produzione artistica realizzata tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Le tele, per lo più dipinti a olio, hanno come filo conduttore il tema della luce, del colore e della solarità, legato alla terra e alla tradizione. L'esposizione è strutturata in modo da offrire al visitatore la possibilità di un confronto tra la produzione artistica ucraina e quella che, nel medesimo periodo, stava interessando l'intera Europa, e della quale a volte, e forse sorprendentemente, l'opera ucraina sembra percorrere e anticipare tecniche e tematiche. Gli autori presenti sono numerosi e fra essi figurano nomi di spicco nel panorama pittorico dell'epoca: tra tutti Ekster, Lysytskyi, Murashko, Manevych e il recente riscoperto Bogomazov.

dal 04/09/2004 al 24/10/2004
Villa Caldogno
Caldogno (VI)


Tiepolo. Ironia e Comico
La mostra, realizzata in occasione del secondo centenario della morte di Giandomenico Tiepolo, propone un'interessante rassegna di disegni dell'artista. Disegni in parte dedicati a scene di vita contemporanea, dove emerge tutta la sua corrosiva capacità di rappresentare in chiave grottesca la società del tempo; in parte incentrati sulla figura di Pulcinella, quasi un doppio dell'uomo comune, amara raffigurazione della risibilità della Storia; in parte raffiguranti caricature di personaggi, nei quali Giandomenico recupera i modelli del padre Giambattista, una delle testimonianze più singolari e forti della civiltà artistica del Settecento europeo.

dal 03/09/2004 al 05/12/2004
Fondazione Giorgio Cini
Venezia
info: Isola di San Giorgio Maggiore; tel. 0415205558





Focus On
a cura di Ivan Quaroni

Andrea Bianconi: ossessione iperbarocca
Andrea Bianconi, nato ad Arzignano (VI) nel 1974, è un artista di formazione eclettica. Frequentando laboratori di ogni tipo, infatti, Bianconi non solo ha appreso le tecniche pittoriche, ma anche quelle dell'incisione, della ceramica, della lavorazione del vetro e del ferro. Ha imparato il cucito da anziane signore e, infine, ha frequentato corsi di modellismo.
Dopo alcuni tentativi nel campo della figurazione, Bianconi ha elaborato una ricerca personale, in cui si serve di tutte le tecniche apprese per realizzare oggetti d'arte che chiama, di volta in volta, "Contenitori di Privacy" o "Spyetors". Si tratta di manufatti caratterizzati da una decorazione esuberante, al limite dell'horror vacui, oggetti di recupero sui quali l'artista interviene per mezzo di innesti, cuciture e nuove applicazioni al fine di trasformarne la destinazione d'uso. Nelle sue opere, la presenza reiterata di spioncini, lenti e brani di binocolo sono la conseguenza della sua ossessiva attenzione verso il tema del voyeurismo. Bambole, nani da giardino, oggetti domestici d'ogni tipo si presentano come strumenti pensati per "spiare la realtà".
Nell'arte di Bianconi si fondono, con originalità, le conquiste duchampiane sul ready made e le intuizioni disfunzionali di Antonio Riello e Andreas Slominski, mentre sul piano formale, prevalgono l'eccedenza decorativa e la verve ironica, elementi tipici del Neobarocco.


Tu non hai compiuto gli studi accademici, come ti sei avvicinato all'arte?
Mentre facevo Giurisprudenza, ho iniziato a dipingere, copiando gli antichi e andando a guardare come lavoravano i pittori di strada. In quel periodo, andavo - come un infiltrato - a seguire le lezioni all'Accademia di Belle Arti di Venezia.
Grazie a un maestro di Vicenza ho imparato diverse tecniche pittoriche. Ero aperto a tutto, perciò cercavo di acquisire ogni sorta tecnica, dalla serigrafia alla litografia, dalla ceramica ai vetri fino al modellismo, frequentando corsi o andando nei laboratori. Tuttavia, non mi allontanavo mai dal quadro e continuavo a dipingere figure di omini alla Konstabi, ma non ero soddisfatto.
La svolta verso una forma d'arte meno tradizionale è arrivata dopo. Con i miei amici avevo iniziato una specie di gioco che consisteva nel ritagliare dalle riviste le foto delle più belle modelle e disporle in una sorta di portafolio. Ogni tanto ci riunivamo per votare la foto migliore da inserire nell'album. Io avevo il pallino di fondare un'agenzia per modelle, perciò pensavo: "iniziamo col fare questo album, poi fotografiamo le più belle ragazze del paese e poi chissà".

Sei poi riuscito a fondare l'agenzia?
No. La cosa era finita nel nulla, ma mi era rimasto l'album. Questo gioco con gli amici mi aveva fatto capire in che modo potevo uscire dalla mia crisi creativa, cioè come potevo allontanarmi dalla pittura. Nel frattempo, avevo iniziato a studiare tutta l'opera di Duchamp, che mi appassionava moltissimo…

E intanto continuavi a fare Giurisprudenza?
Si, e mi piaceva tantissimo studiare soprattutto gli argomenti legati alla normativa sulla tutela della privacy. Era una specie di ossessione che influenzava anche i miei gusti artistici.
Ad un certo punto, stimolato da un lavoro di Duchamp, ho continuato a dipingere, ma chiudevo con dei pannelli la visione del quadro. Poi, portavo i quadri al poligono di tiro per cacciatori e li usavo come bersagli, provocando in essi degli squarci e delle aperture attraverso le quali si potevano vedere parti del quadro sottostante…
Erano degli esperimenti che mi servivano per iniziare a prendere le distanze dal quadro.

Come ci riuscisti?
L'idea di sostituire il quadro con oggetti reali, magari di recupero, mi venne un giorno dal Ferramenta, dove trovai un normalissimo imbuto e vi infilai uno spioncino, di quelli che vengono applicati alle porte delle abitazioni. In questo modo sono nati i "Contenitori di privacy", oggetti iperdecorati a forma di imbuto e di varie dimensioni, che posseggono una lente attraverso la quale è possibile osservare la realtà da un nuovo punto di vista.

Come mai hai sviluppato quest'ossessione per la Privacy, o meglio, per la sua violazione?
Gli "Spyetors", nati dopo i "Contenitori di privacy", hanno preso forma da una vera e propria fobia. In quel periodo ero convinto che il mio vicino di casa mi spiasse, così mi sono messo a costruire per lui gli "Spyetors", oggetti ai quali attribuivo una nuova funzione, quella appunto di "spiare" la realtà.
La riflessione sul mutamento della destinazione d'uso degli oggetti mi fu suggerita sia da certe opere di Antonio Riello, come ad esempio le pistole da collezione, sia dalla mostra di Andreas Slominski alla Fondazione Prada, in particolare dalla capacità dell'artista tedesco di tramutare ogni sorta di oggetto in una trappola.

Come avviene la realizzazione di uno "Spyetor"?
Parto dall'oggetto. Ne taglio la sezione posteriore e vi pratico un buco nel quale inserisco mezzo binocolo. Successivamente, applico delle maniglie senza alterare eccessivamente la forma dell'oggetto, la cui origine deve essere sempre perfettamente riconoscibile. Si deve capire, ad esempio, che quell'oggetto era una bambola, una pianta o un pallone da basket…
La parte anteriore è, quindi, sempre riconoscibile, mentre quella posteriore diventa la postazione del voyeur, l'appostamento dello spione, con tanto di penna e block notes per prendere nota delle visioni.
Nel realizzare i miei "Spyetors" ho sempre tenuto presente "La finestra sul cortile" di Hitchcock, un film emblematico sull'azione dello spiare.

Hai mai pensato di lavorare per l'agenzia di Tom Ponzi, visto questa tua "inclinazione"?
È una buona idea, non ci avevo pensato! Scherzi a parte, ho riflettuto molto su questo tema. Credo che il successo di riviste come Novella 2000 o Eva Tremila la dicano lunga sull'ossessione voyeuristica della società contemporanea. Per quanto mi riguarda, invece, trovo che spiare la realtà che mi circonda sia un modo per vedere più chiaro dentro di me.

È l'antitesi della tradizionale ricerca spirituale: guardare all'esterno per capire meglio la realtà interiore…
Proprio così.

La realizzazione delle tue opere implica numerose operazioni…
Esatto. Prima trovo l'oggetto, poi lo decoro, cucendovi tessuti che trovo nei negozi di passamanerie e applicandovi altri oggetti come i mezzi binocoli, le maniglie e così via.
La decorazione "pittorica" stessa è ossessiva. Parto da un cerchio e proseguo concentricamente cercando di trovare il punto dentro il punto dentro il punto…

Si può parlare, nel tuo caso, di un'arte iperbarocca?
Credo di si. Nei miei lavori c'è sempre un'esuberanza decorativa, un eccesso formale dai risvolti gioiosi e ironici.
Iperbarocche sono anche le azioni che mi portano a realizzare le opere. Lo spiare è un'azione barocca, perché è una mania ossessiva e ridondante.

Obraz, Vicolo dei Lavandai 4, Milano. Tel. 3396312241 www.obraz.it


Stanno per concludersi...

AFP: Il mondo in conflitto
Collettiva Agence France Press

Fino al dal 03/09/2004
Grazia Neri
Milano
info: Via P. Maroncelli, 14; tel. 02625271

Antichi bronzi delle steppe dell'Asia
dalla Fondazione Arthur M. Sackler, New York

Fino al 05/09/2004
Museo Archeologico Nazionale
Firenze
info: Via della Colonna, 36; tel. 05523575

Maestri del fumetto europeo
Fino al 05/09/2004
MART
Rovereto (TN)
info: Corso Bettini, 43; tel. 0464438887

Osservatorio sulla creatività - Normali meraviglie.
Una mappa di piccole fantasie

Fino al 05/09/2004
Magazzini del cotone
Genova



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