| La NewsLetter di that's art! |
| NewsLetter n° 40 - 16 Luglio 2004
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| Primo piano |
Dai Macchiaioli agli Impressionisti.Il mondo di Zandomeneghi La mostra ripercorre in maniera inedita, attraverso più di sessanta opere di Zandomeneghi ed altri significativi dipinti di Macchiaioli ed Impressionisti, il particolare itinerario artistico che condusse l'artista dalla formazione in ambiente veneziano, alla condivisione delle contemporanee ricerche toscane, all'interesse per le tematiche naturalistiche, alla significativa partecipazione, unico tra gli italiani, alle esposizioni parigine degli Impressionisti. dal 17/07/2004 al 31/10/2004 Castello Pasquini Castiglioncello (LI) info: Piazza della Vittoria; tel. 0586724287 |
Garelli - Sculture 1948-1966L'esposizione offre un'ampia panoramica su trent'anni di lavoro dello scultore Franco Garelli (1909-1973), e mette in luce la fitta rete di relazioni internazionali che ne hanno caratterizzato la produzione artistica. Le oltre cinquanta opere esposte, realizzate dal 1948 al 1966, evidenziano l'ampia evoluzione artistica di Garelli dalla sperimentazione iniziale sulla figura umana - intesa come immagine non tradizionale ma 'strutturale', rielaborata in rapporto con lo spazio - a quella sull'oggetto, in seguito considerato più vicino alla realtà tecnologica del mondo contemporaneo. dal 17/07/2004 al 26/09/2004 Museo dell'Accademia Ligustica di Belle Arti Genova info: Largo Pertini, 4; tel. 010581957 |
Gianni Berengo Gardin.Toscana, gente e territorio La mostra raccoglie immagini fotografiche realizzate da Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 1930) particolarmente significative dell'ambiente umano, paesistico e monumentale della Toscana. dal 16/07/2004 al 10/10/2004 Fondazione Ragghianti c/o Complesso Monumentale di San Micheletto Lucca info: Via San Micheletto, 3; tel. 0583467205 |
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XI Biennale d'Arte Sacra Contemporanea Padre Nostro. Dall'ascesi aniconica alla contemplazione iconica In mostra più di cento grandi opere, in gran parte installazioni, molte create per l'occasione, attraverso le quali alcuni fra i maggiori artisti contemporanei si sono misurati con il suggestivo tema proposto. Artisti della sezione Antologica storica: A. Bonalumi, A. Burri, A. Cavaliere, F. Casorati, S. Dalì, P. Fazzini, G. Fioroni, P. Fogliati, L. Fontana, T. Foujita, P. Guccione, Leoncillo, O. Licini, G. Manzù, Marcarelli, M. Marini, F. Melotti, F. Messina, U. Oppi, J. Ortega, A. Savinio, S. Scarpitta, G. Severini, A. Tàpies, D. Tremlett, E. Vedova, L. Veronesi. Artisti della sezione Sacra Contemporanea: E. Acres, S. Bovenga, J. Carroll, B. Ceccobelli, E. Cucchi, N. De Maria, J. Eielson, A. Fogli, I. Kukushi, O. Galliani, P. Gilardi, N. Goldin, E. Isgrò, G. Karamustafa, J. Knap, S. LeWitt, L. Mainolfi, E. Mattiacci, N. Migliori, A. Mondino, G. M. Montesano, H. Nitsch, Nunzio, A. Ongaro, L. Ontani, U. Oppi, G. Paolini, C. Parmiggiani, V. Pisani, P. Pizzi Cannella, M. N. Rotelli, P. Ruggeri, Salvo, Sarkìs, E. Spalletti, Studio Azzurro, E. Touhami, G. Tzipoia, G. Zorio. L'XI Biennale include opere di grandi fotografi (U. Locatelli, L. Susman, P. Balbotin, B. Everson, L. Gianotti, R. Goffi, G. Chiaromonte e S. Giriodi) ed una ulteriore sezione di artisti internazionali che operano con il vetro (L. Benzoni, M. Kazoun, K. Vanmechelen). dal 17/07/2004 al 25/09/2004 Museo Stauròs d'Arte Sacra Contemporanea Santuario di San Gabriele dell'Addolorata San Gabriele (TE) info: tel. 0861975727 |
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Focus On a cura di Ivan Quaroni |
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Sabrina Mezzaqui: cose preziose Nata a Bologna nel 1964, Sabrina Mezzaqui è una di quelle artiste la cui ricerca sfugge a ogni definizione, non solo perché impiega un campionario quanto mai vasto di materiali, ma anche perché utilizza le più diverse pratiche creative, dal video al disegno, dall'installazione al ready made, dalla fotografia alla creazione di abiti, fino alla scrittura. Sabrina Mezzaqui attinge al patrimonio della creatività infantile come alla tradizione delle occupazioni femminili di ogni tempo, per affermare il senso di una ricerca artistica paziente e disciplinata, che salda in un solo corpo l'amore per la manualità e l'attitudine concettuale tipica della nostra epoca. Con i suoi quaderni ritagliati e traforati (Exercise Books), i suoi sms di perline intessute (O mio cuore), le sue lettere fotocopiate di parole ed ombre (L'ombra delle cose), le sue tende orientali (Tenda), i suoi origami e mandala, Sabrina Mezzaqui insegue il sogno di una bellezza esiziale, inafferrabile, sempre sull'orlo della sparizione.
Una volta, un maestro sufi mi tradusse la calligrafia araba di un tappeto. La scritta diceva: "Nulla è più urgente che aver pazienza". Mi sembra che possa adattarsi perfettamente al tuo lavoro. Che cos'è per te la pazienza?
La pazienza è la capacità di sopportare a lungo qualcosa di sgradevole o doloroso o faticoso. È una virtù, simile alla fortezza. Mi sembra che oggi sia una dote molto rara, perché ha a che fare con la fermezza, una certa salda immobilità, tempi lunghi. Gli alchimisti dicevano: "Nella tua pazienza è la tua anima", che collego con una frase di S. Agostino: "Il tempo è l'estensione dell'anima". A proposito della tua ricerca, si è spesso parlato di un recupero della dimensione femminile del fare, ma anche di evocazione del sentimento della memoria. Quale apporto possono dare questi due elementi alla contemporaneità? Forse il ricordarci di partire sempre da chi siamo. Questa è una domanda difficile, che non capisco bene. Cerco di spiegarmi: la dimensione femminile è mia dalla nascita e la memoria è cresciuta con me. Non sono dimensioni culturali, ma esistenziali, su cui non rifletto molto, ma che invece vivo ogni istante. Tu sei una dei pochi artisti che si lascia ispirare dalla letteratura, da Christa Wolf a Goethe fino a bell hook. Come mai quest'attenzione alla poesia ed alla narrativa? Ci sono libri, pagine o semplici frasi che a volte incontriamo come una sorta di illuminazione: ecco! Ci guidano, ci fanno cambiare rotta, ci indicano nuove vie o semplicemente approfondiscono la nostra consapevolezza. Quindi, forse sono la poesia e la narrativa che dedicano una certa attenzione alla nostra vita. Mi piace allora farli presenti anche alle altre persone, come quando si consiglia ad un amico una certa lettura o gli si dona un libro. Mi piace anche l'idea di dare un corpo diverso al testo, di formalizzarlo in un'immagine come traccia immediata, intuitiva del suo contenuto. Per le tue opere e le tue installazioni, utilizzi spesso elementi che richiamano il mondo dell'infanzia come recupero di una manualità quotidiana e "non eroica". Secondo te, come si differenzia questo tipo di pratica da quella abitualmente usata dagli artisti tuoi coetanei? Sì, molti lavori vengono da modalità o materiali spesso collegati all'infanzia, un periodo in cui toccare, manipolare, fare le cose suscita un certo stupore o una sensazione di scoperta. Mi interessa costruire i lavori su gesti semplici, facili, che tutti potrebbero fare. È una modalità di lavoro tra le tante possibili, ma che mi sembra condivisa anche da altri artisti miei coetanei.
Che valore ha per te la disciplina?
Molti miei lavori sono frutto di un'autodisciplina, ossia di una mia regola interiore che mette insieme gesti semplici ripetuti per lungo tempo, al fine di ottenere un preciso risultato che ho immaginato. La ripetizione può essere una forma di disciplina, che va oltre la noia, la stanchezza, la distrazione, la fretta. La disciplina è un mezzo, un modo, un sostegno, non ha nessun valore in sé, il suo valore si concretizza nella realizzazione del lavoro. Progetto qualcosa, ho una sorta di visione di come sarà quell'oggetto finito e con attenzione pazienza precisione lentezza - disciplina - lo realizzo, solitamente a mano, finché non è finito. Tra tappeti disegnati a pennarello sui vetri di una finestra, origami a forma di gru, mandala composti da lunghissimi fili di perline, motivi geometrici che sembrano uscire dai parati ceramici di una moschea islamica, la tua ricerca sembra guardare con particolare attenzione all'Oriente. Si tratta di un'attenzione dettata da un interesse spirituale o da una semplice curiosità culturale? In realtà, devo confessare che non so quasi nulla dell'Oriente. Non sono nemmeno una grande viaggiatrice. Ma, per come l'hai posta, la tua domanda mi induce a questa risposta: a volte mi è capitato di avvertire con una certa partecipazione che in Oriente, al contrario di qui, dove separiamo tutto, "interesse spirituale" e "curiosità culturale" possono coincidere in un'unica profonda forma di attenzione. C'è un celebre motto che dice: "Quando il saggio indica la luna con il dito… lo stolto guarda il dito". Mi ha fatto pensare che la tua ricerca, attraverso i manufatti, siano essi installazioni, video o quant'altro, abbia un valore estremamente "indicativo", nel senso che rimanda ad "altro" senza essere mai didascalica e rinunciando alla tipica autoreferenzialità di tanta arte contemporanea. Che cosa "indica" la tua arte? E la luna, che cosa indica? Galleria Massimo Minini, Via Luigi Apollonio 68, Brescia. Tel. 030383034 Galleria Continua, Via Del Castello 11, San Giminiano (SI). Tel. 0577943134 |
Stanno per concludersi... |
| Salon primo 2004 100 giovani artisti espongono per la prima volta Fino al dal 18/07/2004 Permanente Milano info: Via F. Turati, 34; tel. 026599803 |
| Pino Pascali Fino al 18/07/2004 Castel Sant'Elmo Napoli info: Via T. Angelini, 20; tel. 0815784030 |
| La collezione del principe: da Leonardo a Goya Disegni e stampe della Raccolta Corsini Fino al 18/07/2004 Istituto Nazionale per la Grafica Palazzo Fontana di Trevi Roma info: Via Poli, 54; tel. 06692050205 |
| Tra mito e realtà: il West di Tex Fino al 18/07/2004 Palazzo Magnani Reggio Emilia info: Corso Garibaldi, 29; tel. 0522454437 |
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