La NewsLetter di that's art!

NewsLetter n° 36 - 18 Giugno 2004


Primo piano


Salvador Dalì,
piacere e complessità di un genio

Primo importante appuntamento italiano in occasione delle celebrazioni nel centenario della nascita del pittore, scultore e poeta surrealista Salvador Dalì. L'esposizione permette di indagare la poetica in età matura dell'artista e presenta duecentosettanta lavori: duecentocinquanta opere di grafica (litografie, acqueforti, incisioni, xilografie, illustrazioni per testi letterari) ed un nucleo di venti sculture in bronzo.




dal 19/06/2004 al 29/08/2004
Centro congressuale 'de Laugier'
Portoferraio (LI)



Kimsooja - Conditions of Humanity
La mostra di Kimsooja (Taegu, 1957) è la prima importante personale tenuta dall'artista coreana in Italia. Le sue opere, estremamente poetiche e al tempo stesso contemplative, attingono al background culturale della terra d'origine dell'artista e il tema centrale di molte di esse verte sul ruolo dell'essere umano nel mondo globalizzato. Dagli anni Ottanta il cucito, attività appresa al fianco della madre, è divenuto l'elemento essenziale del suo lavoro, consentendole di passare dalla superficie bidimensionale della pittura a quella tridimensionale degli oggetti.

dal 24/06/2004 al 19/09/2004
Pac
Milano
info: Via Palestro, 14; Tel. 0276009085



Sheila Rock - Sera.
La via del monaco tibetano

Realizzato con il consenso del Dalai Lama, il lavoro della fotografa inglese Sheila Rock, iniziato nel 1998, è incentrato sulla vita del Sera Monastery, uno dei primi storici monasteri sorti nel XV secolo nei dintorni di Lhasa e successivamente ricostruito nella regione di Mysore nell'India meridionale.

dal 18/06/2004 al 19/09/2004
Fondazione Palazzo Bricherasio
Torino
info: Via G. L. Lagrange, 20; Tel. 0115711811



ELASTIC Group of Artistic Research Anima
Gli ELASTIC Group lavorano con media digitali e si occupano di video installazioni site specific, public art e video performance, che uniscono pensiero filosofico e logos tecnologico. Per l'occasione presentati video e immagini statiche, tratte dagli stessi video.


dal 24/06/2004 al 30/09/2004
Paolo Erbetta Arte Contemporanea
Foggia
info: Via Piave, 34/f; tel. 0881723493





Focus On
a cura di Ivan Quaroni

Il surrealismo "freddo" di Luca Bertasso
Luca Bertasso è nato a Torino nel 1968. Dopo aver esordito alla fine degli anni Ottanta con una pittura espressionista, carica di riferimenti alla Bad Painting e al surrealismo picassiano, ha progressivamente maturato uno stile lineare di matrice grafica, una pittura estremamente precisa e meditata. Rispetto al primitivo imprinting testoriano, la ricerca attuale di Luca Bertasso ha abolito le velature e i chiaroscuri a favore di una pittura giocata sulla perfezione dei contorni e sull'impiego di colori piatti.
Nell'arte "enigmistica" di Bertasso, figure umane elegantemente stilizzate grazie ad un segno grafico studiatissimo, campeggiano su fondi privi di tridimensionalità. I suoi personaggi piatti, diversamente da quelli dipinti da Adami o da Lichtestein, fanno parte di un universo matematico di colori e numeri, di un mondo che nulla concede all'espressività istintuale, ma trova piuttosto in una nuova "coldness" d'impianto metafisico il suo più originale marchio di fabbrica.


Come sei passato dalla bad painting degli esordi alla più nitida e pulita arte attuale?
In effetti, sono partito alla fine degli anni Ottanta con una pittura sporca. A presentarmi presso la galleria Compagnia del Disegno di Milano fu Giovanni Testori, che incoraggiava l'approccio più viscerale all'arte. Col tempo ho sentito l'esigenza di raffinare la mia pittura, fino a quando a New York, dove ho vissuto per quattro anni, sono giunto ad uno stile più grafico, caratterizzato da colori piatti e da figure delineate da contorni netti.
Si tratta di un tipo di pittura che potremmo definire "fredda", epurata dall'approccio viscerale e giocata sul rapporto dialettico tra figure e sfondo. Il cambiamento non è stato improvviso. Dalla pittura sporca degli anni Ottanta sono passato, negli anni Novanta, ad una pittura più meditata, ma ancora troppo "barocca", per poi arrivare agli esiti odierni. È stata un'evoluzione che mi è costata fatica, anche perché, rispetto alla pittura emotiva degli esordi, i quadri attuali richiedono tempi di realizzazione più lunghi ed una precisione maggiore.
Insomma, da una pittura di stomaco, sono passato ad una pittura più cerebrale.

I tuoi recenti lavori hanno subito l'influenza di un'artista come Adami?
Oggi in pieno XXI secolo è logico che un artista subisca l'influenza di quelli che l'hanno preceduto. L'idea di delineare le figure con un contorno netto può giustamente far pensare ad Adami, ma rispetto al maestro io utilizzo contorni colorati e non sono interessato all'aspetto pop.

Oltre ad Adami, mi sembra che tu abbia guardato all'arte dei surrealisti…
Più che il Surrealismo come corrente della Storia dell'Arte, mi interessa la creazione di effetti surrealistici. Nelle mie tele, infatti, abbondano le metamorfosi e le fusioni tra volti, corpi, oggetti, come nei lavori della serie "Cocaine", nati dal contatto con la cultura metropolitana newyorkese, o in quelli recentemente esposti nella mia ultima personale all'Obraz.

Che significato hanno i numeri che compaiono nelle tue tele?
Come negli album da disegno dei bambini, i numeri contraddistinguono figure e parti del quadro separate tra loro…quelle che vengono riempite con colori diversi.
In realtà, nelle mie tele, i numeri non hanno una funzione reale, se non quella di designare le zone del quadro. Sono anch'essi elementi grafici giocosi, come il segno di marchio registrato ®, oppure la data di scadenza.

La data di scadenza?
Si tratta un elemento concettuale ed ironico dell'opera. Mi piaceva l'idea che in quest'epoca di consumismo sfrenato, anche i manufatti artistici potessero avere una data di scadenza, esattamente come tutti gli altri prodotti di consumo. La cosa divertente è che, in teoria, quando un'opera scade, il collezionista dovrebbe buttarla ed acquistarne una nuova. Scherzi a parte, trovo interessante introdurre nella fruizione dell'opera la coscienza della sua temporalità, della sua progressiva maturazione e del suo conseguente decadimento.

Qual è l'elemento grafico più pregnante della tua opera?
Senza dubbio la caratterizzazione grafica del volto maschile, le sue infinite possibilità di metamorfosi a partire dalla base classica del disegno. M'interessa la fisionomia non tanto in senso mimetico, ma concettuale, mentre il paesaggio mi lascia assolutamente indifferente. Un altro elemento importante del mio lavoro è lo studio dei vestiti e dei costumi, che richiede pazienza e accuratezza.
Anche la resa dei colori è meticolosamente meditata. Io non utilizzo mai i colori primari, ma mescolo i pigmenti per ottenere cromie particolari. L'uso di questi colori m'impone - nel caso dello sfondo ad esempio - di non poter lavorare per fasi successive. Per ottenere una tinta uniforme devo completare il lavoro prima che il colore si asciughi, altrimenti si vede la differenza tra una zona e l'altra della tela. Nella pittura espressionista e, diciamo, più sporca, è concesso un più alto margine di errori, al contrario che in quella più ordinata.

Si può dire che la tua arte non sia allineata con la tendenza dominante della pittura contemporanea?
Certamente si. Il clima attuale predilige, appunto, una pittura sporca, sull'esempio di Ryan Mendoza in Italia o di Cecily Brown in Inghilterra.

Credo però che esistano molti esempi di arte pulita in Italia. Pensa a Nathalie Du Pasquier, Valentina D'Amaro, Cristiano Pintaldi…
Io sono d'accordo con Francis Bacon quando dice che la vera arte è sempre ordinata e che una pittura "ricca" è una pittura facile. Se li guardi da vicino, infatti, i quadri di Bacon sono sottili, privi di stratificazioni eccessive di colore.

Arte al Contrario, Via Carteria 60/60a, Modena. Tel. 059217898.
Piziarte, Viale Francesco Crucioli 75/a, Teramo. Tel. 0861252795
Obraz, Vicolo dei Lavandai 4, Milano. Tel. 3396312241. www.obraz.it


Stanno per concludersi...

Sipari. Opere recenti di Franco Guerzoni
Fino al 20/06/2004
Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea Palazzo Forti
Verona
info: Via A. Forti, 14 ingresso Corso S. Anastasia; tel. 0458001903

Personale di Jedd Novatt
Fino al 18/06/2004
Studio Giangaleazzo Visconti
Milano
info: Corso Monforte, 23; tel. 02795251

Alessandro Nassiri Tabibzadeh - Bianco
Fino al 18/06/2004
Marco Canepa Gallery
Milano
info: Viale Regina Giovanna, 6; tel. 0287393520

Restituzioni 2004, capolavori restaurati
Fino al 20/06/2004
Gallerie di Palazzo Leoni Montanari
Vicenza
info: Contrà Santa Corona, 25; tel. 800578875



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