La NewsLetter di that's art!

NewsLetter n° 35 - 11 Giugno 2004


Primo piano


A Flash of Art
Fotografi d'azione a Roma, 1953-1973

L'esposizione presenta una selezione di rare opere 'vintage', che illustrano gli anni ruggenti della Dolce Vita, quando fotografi come Tazio Secchiaroli, Marcello Geppetti, Lino Nanni, Elio Sorci, Guglielmo Coluzzi, puntavano senza pietà i loro obiettivi sui principali protagonisti del jet set internazionale, rivelandone vizi e segreti (www.aflashofart.com).




dal 11/06/2004 al 03/10/2004
Museo di Palazzo Venezia
Roma
info: Via del Plebiscito, 118



Bizarre Show
"(...) Gilberti riduce il segno in una 'sintesi estrema' fino a costringere la figura in poche linee rette, perlopiù riconducibili alle forme della geometria semplice. In questo percorso verso l'astrazione l'artista sembra aver messo da parte la rassicurante ironia dei primi lavori, fortemente riferiti ad un immaginario mass-mediale, in favore di una pregnanza tematica interessata a sviscerare l'instabilità del quotidiano (...)".





dal 12/06/2004 al 30/09/2004
Perugi Artecontemporanea
Padova (FO)
info: Via Giordano Bruno, 24/b; Tel. 049663996



Remo Brindisi
Dipinti e sculture
dalla Casa Museo di Lido di Spina

L'esposizione presenta le opere realizzate nella fase finale del percorso creativo di Remo Brindisi, che coincide con la piena consacrazione dell'artista tra i protagonisti della vicenda figurativa italiana. In mostra oltre trenta opere suddivise tra ceramiche, sculture in bronzo e in vetro.

dal 11/06/2004 al 11/07/2004
Galleria Comunale d'Arte
Cesenatico (FO)
info: Viale A. Garibaldi, 3



Picasso & Dominguìn
Un'amicizia ad arte raccontata da Lucia Bosè

In mostra opere di Picasso, pittore simbolo del Novecento, provenienti dalla collezione privata di proprietà della famiglia Bosè-Dominguìn. La raccolta comprende nove disegni originali, quattro litografie, una stampa in offset, un collage stampato e trentatre ceramiche, tutti regali fatti dall'autore, comprensivi di dedica. In esposizione anche un progetto per la realizzazione di una 'Plaza de Toros' realizzato dall'architetto Bonet e da Picasso con la supervisione tecnica di Dominguìn e una serie di fotografie tratte dall'album della famiglia Bosè-Dominguìn, che mostrano la vita quotidiana di questi grandi personaggi.

dal 16/06/2004 al 18/07/2004
Spazio Oberdan
Milano
info: Viale Vittorio Veneto, 2; tel. 0277406300





Focus On
a cura di Ivan Quaroni

Mauro Soggiu: come in un Luna Park.
Nato a Fossano, in provincia di Cuneo, nel 1975, Mauro Soggiu si è dedicato inizialmente ad una ricerca pittorica che mirava a reiterpretare la natura attraverso l'astrazione. Con il più recente ciclo di lavori, intitolato "Luna Park", Soggiu ha sapientemente mescolato suggestioni derivanti dall'astrattismo analitico ed elementi figurativi. Come ha sottolineato il critico Stefano Castelli, "Soggiu ha deciso di cambiare il soggetto della sua pittura, di lasciare da parte le sue raffigurazioni di derivazione astrattista della natura e dei boschi e di passare a rappresentare la città, l'ambiente in cui vive ormai da qualche anno". Nelle tele dell'artista, lo scenario urbano assume le sembianze di un Luna Park. Su un vivace fondale astratto, composto da bande cromatiche verticali, Soggiu incolla metaforicamente le sue armi Anni Cinquanta e i suoi bersagli, disegnati fedelmente a carbone. Infine, aggiunge i suoi nastri di colore circolari e stelliformi, simili a caleidoscopici fuochi d'artificio. Il risultato è una pittura tripartita, in cui i piani bidimensionali si sovrappongono, senza mai mescolarsi del tutto.


Le tue opere mescolano elementi di astrazione, come le bande cromatiche verticali, ed elementi di figurazione eseguiti a carbone. Tu utilizzi la geometria, ma non è chiaro se il tuo approccio sia di tipo razionale, quindi, per intenderci, simile a quello di Peter Halley o, viceversa, di tipo emotivo, quale quello di Sean Scully…
Io apprezzo molto entrambi gli artisti che hai citato, tuttavia, l'impiego della geometria nei miei quadri si riferisce piuttosto all'approccio dell'astrazione analitica. La mia formazione passa attraverso la lezione di Gottardo Ortelli, di Claudio Olivieri, Paolo Iacchetti, Bressan e Davide Benati. Il loro era un approccio legato ad un'idea di razionalità, sebbene di tipo atmosferico. Io ho trasformato quell'iniziale imprinting in una visione naturalistica. Per più di dieci anni, prima della serie "Luna Park", ho lavorato sul concetto di natura, analizzando la morfologia di cactus e di chiome di albero, attraverso l'impiego di una pennellata "mielosa", ottenuta tramite un pennello incollato alla base, che mi permetteva di riempire lo spazio della tela con segni "rigati". Successivamente, con le serie dei "Tronchitorti" e "Ventrilotronchi", ho indagato il rapporto tra la radice e la chioma arborea, cioè il tronco, il canale linfatico che porta il nutrimento dalla terra alle terminazioni più alte del fusto.

Come sei arrivato dall'astrazione naturalistica alla geometria verticale, che ritma la superficie dei tuoi lavori più recenti?
Il mio lavoro è sempre stato impostato sulla verticalità. Quando dal Piemonte sono arrivato a Milano, mi ha colpito la verticalità degli edifici. Una verticalità assai diversa da quella triangolare delle montagne piemontesi. Le bande verticali sono nate da questo mio incontro con la verticalità urbana.

Tu parli d'influsso dell'astrazione analitica, ma le tue strisce di colore non hanno la fredda perfezione industriale di Halley. Non sono ottenute col rullo, ma con il pennello, pertanto portano con sé un certo gradiente emotivo e quella tipica irriproducibilità che è ancora una caratteristica romantica. Anche l'aggiunta di nastri di segni dalle forme stellari, circolari o floreali, sembrano confermare l'attitudine eminentemente emotiva della tua geometria.
Credo che l'aspetto emotivo delle mie bande cromatiche sia dato non solo dall'imperfezione dei contorni, ma anche dalla ricerca di un effetto di usura. Nel caso della serie "Luna Park", ho immaginato che le mie tele fossero come i tendoni di un Luna Park girovago, un "baraccone" che spostandosi di città in città implica lo svolgimento e il riavvolgimento di questi paramenti decorativi, che finiscono inevitabilmente per consumarsi e invecchiare.

Perché sul fondo astratto dei tuoi quadri hai deciso di aggiungere elementi figurativi come birilli, barattoli, pistole e fucili d'epoca?
Si tratta del recupero della dimensione infantile del gioco, qui riproposta sotto forma di tirassegno da Luna Park. Le armi e i bersagli, disegnati a carbone sono in realtà i primi elementi tracciati sulla tela che, con l'aggiunta successiva delle bande cromatiche ad olio, assumono una colorazione quasi bronzea. Il motivo per cui ho iniziato a disegnare fucili e pistole non ha niente a che vedere con l'amore per le armi. Semplicemente, utilizzando il carbone, ottenuto dalla combustione nei forni di tronchetti di Salice Piangente, mi sono accorto di come questo materiale, friabile e facile a sgretolarsi, somigli moltissimo alla polvere da sparo. Allora mi sono detto: perchè non disegnare delle armi, magari degli anni Cinquanta? Inoltre, dal punto di vista tecnico, m'interessava mescolare il disegno alla pittura.

Come mai mescoli diversi elementi nello spazio della tela?
Questa è la mia pittura. Tutto ciò che metto sulla tela, dalla geometria, alle armi, ai nastri colorati, è il mio personale patrimonio di segni, che io distribuisco su tre differenti piani, bidimensionali e sovrapposti, ma mai realmente fusi.

Come definiresti la tua arte?
Potrei definirla didascalica, negli elementi figurativi, emotiva, nel colore e nella geometria, creativa, nella segnica. La segnica è però l'elemento più originale e intimo della mia opera.

Obraz, Vicolo dei Lavandai 4, Milano. Tel. 3396312241; www.obraz.it


Stanno per concludersi...

Un'umanità moderna
Fino al 12/06/2004
Show Room Telemarket
Bologna
info: Via Caprarie, 4/d; tel. 051224888

Inanimate e candide composizioni
Fino al 15/06/2004
Antonio Battaglia
Milano
info: Via Ciovasso, 5; tel. 0286461244

L'Italia d'Argento
1839/1859 Storia del dagherrotipo in Italia

Fino al 13/06/2004
Palazzo Branciforte
Palermo
info: Via Bara all'Olivella, 2; tel. 091322322

L'incontro. Morbelli e Barabino:
dalla poetica della natura all'impegno sociale

Fino al 13/06/2004
Galleria Carlo Carrà - Palazzo Guasco
Alessandria
info: Via Guasco, 49; tel. 0131304006



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