La NewsLetter di that's art!

NewsLetter n° 24 - 26 Marzo 2004


Primo piano


La borghesia allo specchio
Il culto dell'Immagine. 1860-1920

Il periodo tra l'Unificazione d'Italia e l'avvento del Fascismo ha corrisposto in Europa all'egemonia della borghesia. Il bisogno d'auto-celebrazione ha generato non solo una certa letteratura ed una ricchissima iconografia pittorica ma, a partire dalle seconda metà dell'Ottocento, un fenomeno finora non sufficientemente studiato: la diffusione, senza precedenti, dell'immagine. In questa rivoluzione del costume e dell'arte, l'Italia è stata protagonista. La mostra offre l'opportunità di capire questo complesso fenomeno sociologico, attraverso l'esame delle molteplici fonti: ritrattistica e pittura di genere, stampe, acqueforti, xilografie, litografie, fotografie, bronzetti, incisioni, libri.

dal 26/03/2004 al 27/06/2004
Palazzo Cavour
Torino
info: Via C. B. Cavour, 8; tel. 011547471


Seicento inquieto - Arte e Cultura
a Rimini fra Cagnacci e Guercino

Cinque anni di ricerche sono serviti per documentare, in modo veramente organico, un percorso artistico di assoluto livello in Europa. La mostra, articolata sui versanti dell'arte e della cultura, è suddivisa in due sezioni: la prima ripercorre le vicende delle strutture religiose e civili e la cultura della città seicentesca, attraverso documenti, volumi, stampe e varie strumentazioni; la seconda propone le opere più significative realizzate per la città e per il suo territorio da pittori come Giorgio Picchi, Palma Il Giovane, Pasquale Ottino, Pietro Ricchi, Pomarancio, Guerrieri, Guercino, Arrigoni, Cagnacci, Centino e verso la fine del secolo Pronti e Leoni. Oltre ai dipinti in esposizione sculture e preziose oreficerie.

dal 27/03/2004 al 27/06/2004
Castel Sismondo
Rimini
info: Piazza Malatesta; tel. 054129192


Sky-line
"Noto per i suoi dipinti raffiguranti scorci e particolari di complessi industriali che svettano su tersi cieli blu - silos, ciminiere, frantoi - , Angelo Davoli astrae la realtà degradata, spesso in stato di abbandono, di questi non-luoghi per ricontestualizzarla in una dimensione ideale, quasi metafisica, in cui l'impatto ambientale si stempera nella bellezza plastica e cromatica di architetture diventate oggi icone della nostra storia e della nostra cultura".

dal 26/03/2004 al 02/05/2004
Spazio Espositivo San Mattia
Bologna
info: Via Sant'Isaia, 14/a


Il disegno nell'arte italiana dal 1945 al 1975
Da Morandi a Fontana

La mostra, che indaga un fondamentale trentennio della storia dell'arte italiana, analizza un aspetto assai importante e tutto sommato ancora abbastanza trascurato: il disegno e la produzione su carta. Disegno che può essere progetto, ricerca autonoma, esercitazione e che è da sempre strumento portante per il lavoro degli artisti, espresssione di buona parte della loro ricerca. In esposizione centocinquanta opere di diverse dimensioni dei protagonisti dell'arte italiana dal 1945 al 1975.

dal 28/03/2004 al 30/05/2004
Fondazione Bandera
Busto Arsizio (VA)
info: tel. 01525294345




Focus On
a cura di Ivan Quaroni

Danilo Buccella: il fascino del maligno
È stato tra i protagonisti dell'ultima edizione del Premio Cairo e tra gli artisti selezionati per l'Anteprima torinese della Quadriennale di Roma. Danilo Buccella, nato a Liestal in Svizzera nel 1974, è artefice di una pittura inquietante, popolata da personaggi dal fascino luciferino e dominata da atmosfere di allucinata visionarietà. I suoi lavori, caratterizzati da scenari urbani spettrali e da architetture goticheggianti - a metà tra la Londra di Jack lo Squartatore e i fondali espressionisti dei film di Murnau - rappresentano personaggi sull'orlo della follia, immersi nell'algida luce dell'Europa del Nord. Le sue fanciulle ibride, a metà donne e metà bambine, come antiche incantatrici, ci conducono con squisita malizia sul pericoloso crinale tra il piacere e l'orrore. Infidi, minacciosi, ma anche ironici e conturbanti, i "demoni" di Buccella incarnano, come in un incubo firmato da Stephen King, l'antica minaccia della seduzione. Con un occhio alla decadenza Fin de Siècle e uno alla moderna cinematografia horror, Buccella rivivifica la grande lezione Romantica lungo una linea che da Whistler conduce fino ad Hannibal Lecter.


Come è nata questa tua pittura, caratterizzata da atmosfere inquietanti e misteriose, talvolta persino diaboliche?
Il fatto che io sia nato in Svizzera e che abbia respirato per vent'anni certe atmosfere tipicamente nordiche ha lasciato una traccia nel mio immaginario visivo. Quello che più mi ha influenzato sono state certe architetture gotiche, quelle che, ad esempio, fanno da sfondo a città come Basilea, Copenaghen, Amsterdam e soprattutto Praga. Inevitabilmente, quando ho iniziato a dipingere, in me sono riaffiorate tutte queste memorie e queste sensazioni.

Nei tuoi quadri si avverte una certa fascinazione per il Decadentismo e le atmosfere Fin de Siècle…
Si, sono sempre stato affascinato da certi scorci architettonici gotici, come dalla vista sui tetti aguzzi di Modena, la città in cui ho vissuto fino a qualche tempo fa. I miei occhi sono stati abituati a vedere certe forme e a prediligerle ad altre. Mi piacciono le ambientazioni alla Jack lo Squartatore, che corrono tra vicoli bui, guglie e campanili… E poi amo la grande arte del Nord Europa...

Come mai hai scelto di dare alle figure umane dei tuoi quadri questa particolare struttura anatomica, con la testa grande e il corpo piccolo, che per alcuni richiama i personaggi di Margherita Manzelli?
Credo che in Italia, come esempio di pittura inquietante, basata su un solo soggetto ci sia solo la Manzelli, quindi è giocoforza stabilire dei parallelismi. Tuttavia, credo che ci siano notevoli differenze tra i suoi lavori e i miei. Tanto per cominciare, la Manzelli colloca i suoi personaggi su un fondo astratto, mentre nelle mie opere l'ambientazione c'è ed è fondamentale per rendere l'inquietudine dell'atmosfera. Inoltre, lo può vedere chiunque, la mia tecnica pittorica è assai diversa. Per tornare alla struttura fisica dei personaggi, invece, io ho voluto rendere al meglio l'idea di una figura dall'età indefinibile. I miei personaggi femminili sono un mix tra la donna e la bambina. Come i bambini hanno la testa grande e il corpo piccolo, ma la loro struttura ossea è allungata come quella degli adulti. Così nasce una specie di ibrido inquietante, che possiede sia la malizia dell'infanzia che quella dell'esperienza. Trovo molto stimolante lavorare su questo genere d'immaginario, forse perché io stesso mi lascerei sedurre da queste figure diaboliche e tentatrici.

Quindi anche i tuoi personaggi, allungati come guglie, finiscono per assumere fattezze "gotiche", ma hanno anche qualcosa di mortuario, di cadaverico…
Credo che tu ti riferisca soprattutto agli ultimi lavori esposti da Cà di Frà, in cui le dominanti rosse alludono da una parte alla psichiatria allucinata, dall'altra alle ambientazioni tipiche del Decadentismo europeo. Io amo le atmosfere sinistre della narrativa di Oscar Wilde e la malizia non necessariamente sessuale di alcuni archetipi femminili di fine secolo. La tentazione del maligno, che io identifico con la figura della Signora Morte, che non è la "triste mietitrice" stereotipata di certa letteratura di genere, riassume la fascinazione per l'aspetto ironico della genìa luciferina e per un particolare ideale di bellezza femminina.

Al contrario di molta pittura storica, che ha trattato questi stessi temi spesso in funzione di Memento Mori, la tua arte mi sembra piuttosto più vicina al compiacimento Simbolista e Decadente del Tardo Romanticismo. Tutta questa atmosfera è per me come una sorta di giocondo balletto, in cui la componente ironica è fondamentale. Pensa alle grandi tentazioni che inducono l'uomo, quand'anche sia consapevole, a cedere. Io adoro coloro che si lasciano indurre in tentazione, tutti quelli che preferiscono la perdizione alla salvazione.

Info: Cà di Frà, Via Carlo Farini 2, Milano. Tel. 02 29002108;
e-mail: composti@inwind.it.


Stanno per concludersi...

L'ombra del Guerriero (Kagemusha)
l'Uomo il Doppio, il Sè

Fino al 31/03/2004
Palazzo Barolo
Torino
info: tel. 0114369565

Personale di Neal Tait
Fino al 27/03/2004
Monica De Cardenas
Milano
info: tel. 0229010068

L'emozione della forma - Francesco Messina
nella Collezione Gradellini e altre opere

Fino al 27/03/2004
Palazzo Trecchi
Cremona
info: tel. 037246008

Personale di Eva Marisaldi
Fino al 31/03/2004
Galleria Massimo Minini
Brescia
info: tel. 030383034



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