La NewsLetter di that's art!

NewsLetter n° 15 - 23 Gennaio 2004

Appuntamenti da non perdere a Bologna e fuori città: inaugurazione dell'Edizione 2004 di Artefiera (dal 22/01 al 26/01) e di un'importante rassegna dedicata al 'nudo'. Un percorso espositivo tutto da scoprire.


Primo piano

Il nudo fra ideale e realtà
Una storia dal Neoclassicismo
ad oggi

Il tema del nudo ha sempre esercitato un particolare fascino sugli artisti e sul pubblico e da sempre la rappresentazione della figura umana è, per eccellenza, l'esercizio di maggior prestigio nell'ambito dell'arte figurativa. La mostra presenta capolavori dei maggiori autori del periodo considerato, come Canova, Rodin, Martini, Bourgeois nella sezione scultura; Ingres, Degas, Coubert, Renoir, Cézanne, Picasso, Schiele, Klimt, Modigliani, Dix, Delvaux, Dubuffet, Freud, Hockney, Warhol fino a Baselitz e alle ultime generazioni per la pittura; per la fotografia Nadar, Stieglitz, Man Ray, Weston, fino a Mapplethorpe e Goldin, e per la sezione performance Duchamp, Klein, Abramovic, Nitsch. (www.ilnudoidealerealta.it)

dal 22/01/2003 al 09/05/2004
Galleria d'Arte Moderna
Bologna
info: Piazza Costituzione, 3; tel. 051502859

Robert Mapplethorpe - Personale
Per l'occasione esposte opere sul tema del corpo affiancate ad una sezione interamente dedicata ai fiori, soggetto apparentemente banale, che l'artista americano ha saputo magistralmente interpretare e rappresentare.




dal 18/01/2004 al 03/04/2004
Villa Paleotti Isolani
Minerbio (BO)
info: Via Savena Superiore, 15

Il nudo nell'incisione d'arte del XX secolo
Attraverso quaranta autori, tra i quali spiccano Bonnard, Bacon, Adami, Vespignani, Crepax, Klossowski, Bellmer, Man Ray, De Carolis, Carrà, Masson, Picasso, Greco, Manzù, Maillet, Zadkine, viene proposta una panoramica completa, italiana ed europea, sul nudo maschile e femminile del XX secolo.



dal 18/01/2004 al 26/03/2004
Stamparte Libreria & Galleria
Bologna
info: Via Morandi, 4; tel. 051580736

Nudo
La mostra è un'ampia rassegna che raccoglie le opere di artisti contemporanei italiani e stranieri: due scultori, un fotografo e una ventina di pittori chiamati appunto a rappresentare la figura umana, il nudo.





dal 17/01/2004 al 04/03/2004
Galleria Forni
Bologna
info: Via L. C. Farini, 26; tel. 051231589

Corpo a corpo
"Una piccola grande raccolta di immagini sul corpo nudo; sulla messa a nudo come espressione di messa a fuoco interiore, più che estetica. La fotografia ha un'arma in meno della pittura, in questo specifico campo: non può usare l'invenzione segnica, manuale, che dilata, che accorcia, che raddrizza e deforma a piacimento, il solo pensiero, il solo ricordo di un corpo amato o odiato magari molti anni prima. La fotografia ha un'arma in più della pittura: può deformare, invecchiare, estraniare con estrema facilità e senza fatica un corpo, ma quel corpo deve esistere, deve starti di fronte: nudo in questo caso (...)". (K. Damy)

dal 17/01/2004 al 12/02/2004
Stefano Forni
Bologna
info: Piazza C. Cavour, 2; tel. 051225679



Focus On
a cura di I. Quaroni

Leonardo Greco. Living in a fantasy
Nato a Modena nel 1975, Leonardo Greco osserva la realtà da un punto di vista inconsueto, quello del piccolo paese di provincia, in cui vive e lavora. La sua pittura, caratterizzata da una pennellata fluida, quasi liquida, è il frutto di un intenso corpo a corpo con la tela bianca, di una sfida agonistica, condotta sulle note della musica classica ed elettronica, da sempre compagna delle giornate di lavoro nel suo studio. Dalla musica Leonardo Greco trae l'energia, il ritmo, il flusso costante di suono sul quale si appoggia la sua creatività, ma il risultato finale è pura pittura. Senza riferimenti diretti alla matrice musicale. L'ispirazione gli viene dall'osservazione della realtà quotidiana, ma subisce anche il fascino della grande arte del passato, da Giotto a Piero della Francesca, passando per il moderno teatro di Bob Wilson e per le musiche d'opera di Rossini o le sequenze minimali di Philp Glass. Soggetti delle sue tele e dei suoi disegni sono i caseggiati del suo paese, come in alcuni lavori delle serie Wavy Gravy (2003), Different Season (2003) e Rossini (2003), oppure ritratti di uomini, donne e bambini (Taken from the puppets - 2002) cui fanno da contrappunto brevi e illeggibili notazioni scritte. Le sue opere, connotate da un'atmosfera soffusa, in cui forma e colore paiono fondersi, raccontano vicende quotidiane, grandi e piccole passioni, che scorrono sotto gli occhi del visitatore come suggestive sequenze di una storia ininterrotta.

Spesso, parlando del tuo processo creativo, si sottolinea l'importanza della musica, ma nelle tue opere non c'è traccia diretta di questa influenza. Come te lo spieghi?

La musica mi ha dato tanto, sia a livello di "senso" che di percezione delle cose. Non mi sono mai preoccupato di tradurre in un'immagine visiva una composizione musicale, tuttavia trovo vi siano delle corrispondenze tra talune sonorità ed un certo "fare pittorico", come se attingessero ad uno stesso substrato. In ogni caso, operando attraverso un'interdisciplinarità artistica, la musica funge per me da suggestione vitale, trasmettendomi emotivamente la "gioia del fare".


Si sente parlare in continuazione di globalizzazione, un fenomeno che finisce per influenzare anche l'Arte Contemporanea. Tu vivi e lavori in un paese nella provincia di Modena. Quanto influisce questa scelta sul tuo modo di fare arte?

Ho bisogno di isolarmi, spesso non me ne accorgo neanche. Vivo e lavoro in una realtà agreste - in sentore d'Arcadia! Aldilà del luogo, l'arte nasce da una certa visione delle cose e oggi è facile accedere ai medesimi canali di informazione. Dove abito attualmente, ho ancora la possibilità di mantenere un certo distacco dalle cose e di trovare, attraverso il paesaggio, uno scenario ideale per me e le mie fantasie; le mie tante realtà. In questo senso, il paesaggio può essermi utile come forma di "sospensione" romantica, in cui le forme e le cose assumono contorni indefiniti, a seconda del mio umore. Inoltre, sono attratto dalle dissonanze recepibili in luoghi isolati come questi, sovente in sintonia col mio carattere - a volte apro la finestra e non vedo niente, altre volte di sera le stelle sono talmente luminose da spaventarmi anche un po'.

Le tue opere sono caratterizzate da una pittura fluida, quasi liquida, che non ha nulla del nitore Hi-tech di molta arte contemporanea. Ciononostante, i tuoi lavori hanno qualcosa che ricorda il cinema d'animazione. Quelle che tu crei, infatti, sembrano immagini sempre in procinto di muoversi. Sei influenzato dall'immaginario mediatico, sia esso cinematografico o televisivo?

La mia è una ricerca interdisciplinare, dunque anche il cinema e la televisione possono fornire interessanti informazioni visive. In particolare, sono molto attento ai tagli formali e alle diverse soluzioni di inquadratura. Anche se non amo molto il cinema d'animazione, ammiro la libertà compositiva e la potenzialità di certe immagini…trovo interessanti anche i nuovi cartoni animati giapponesi. In generale, sono attratto dai diversi modi di concepire un'immagine e, per converso, nella mia pittura finisco sempre con lo stravolgere l'idea iniziale per trovare una soluzione autonoma. Tutto questo a livello formale, mentre la tematica dei miei lavori trae spunto dal mio vissuto autobiografico.

Talvolta nelle tue tele compaiono delle frasi…delle parole. Qual è il loro rapporto con l'opera?
Le scritte che sovente compaiono nelle mie tele sono frutto di una libera ispirazione, sono frasi suscitate dall'immagine, ma sconnesse nel contenuto. A volte, sono semplici annotazioni di idee utili per il mio lavoro. Ciò che sento di dover fare è lasciare una traccia in più, dare un significato ulteriore… e sento che ci deve stare.

Qual è il centro essenziale della tua pittura? In realtà, che cosa cerchi nell'arte?
Fare arte mi serve per cercare la realtà delle cose e in queste disperdermi.

Si è appena chiusa la mostra "Living in a fantasy", tua prima personale milanese. Quali sono i tuoi programmi nell'immediato futuro?
Per quanto riguarda i miei progetti, penso che continuerò a fare quello che sto facendo, ossia vivere in un presente il più possibile dilatato, circondarmi delle cose che amo e così lavorare… e poi studiare e andare a correre...


Info: The Flat-Massimo Carasi, Via Vaina 2, Milano. Tel. 3337352752




Stanno per concludersi...

Cina perduta nelle fotografie di Leoni Nani
Fino al 25/01/2004
Palazzo Reale
Milano

Vanessa Beecroft - Retrospettiva
Fino al 25/01/2004
Castello di Rivoli
Rivoli
info: tel. 0119565222

Carte, grafica, piccole sculture
e un omaggio a Michelangelo

Fino al 23/01/2004
Edieuropa Qui Arte Contemporanea
Roma
info: tel. 063220555

Imago - Dal progetto all'opera come rappresentazione
Fino al 25/01/2004
Galleria Comunale d'Arte Contemporanea
Monfalcone (GO)
info: tel. 0481494369


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