La NewsLetter di that's art!

NewsLetter n° 7 - 14 Novembre 2003

Cari lettori,
       Artissima 10 si è conclusa. Noi ci siamo andati con il numero di Novembre della nostra guida, che è letteralmente andato a ruba, grazie anche alla disponibilità e gentilezza degli organizzatori che ci hanno permesso una distribuzione capillare delle copie. Chiuso questo capitolo, ora guardiamo avanti, ai prossimi eventi...



I nostri artisti di copertina espongono

Personale di Riccardo Gusmaroli
[Artista del mese nel that's art n° 22 - Luglio 2001]

DAL 20/11/2003 AL 20/12/2003
Tega
Milano
info: Via Senato, 24; tel. 0276006473

Alfonso Bonavita - Personale
Protagonista assoluto delle opere di A. Bonavita è l'uomo, rappresentato con il volto privo di lineamenti e deformato nelle proporzioni, una sorta di gigante microcefalo dagli arti sviluppatissimi, la cui espressività è legata al caparbio uso delle ombre e dei chiaroscuri.

dal 11/11/2003 al 30/12/2003
Il Castello
Milano
info: Via Brera, 16; tel. 02862913

Alessandro Bellucco ed altri
Alessandro Bellucco presenta un progetto a più mani e un occhio, quello che lo stesso artista ha dipinto e sul quale scrittori amici e critici si sono confrontati.



dal 19/11/2003 al 02/12/2003

Spazio Obraz
Milano
info: Vicolo Lavandai, 4; tel. 3474350189



Focus On
a cura di I. Quaroni

Luca Zampetti: istantanee di un racconto
Nato a Camerino, nelle Marche, nel 1966, Luca Zampetti è artista autodidatta, autore di una pittura in cui s’incontrano tradizioni artigianali e progettualità contemporanea. I suoi ritratti, eseguiti a grafite su tavole di pioppo con l’aiuto della tecnica dell’encausto, sono immersi in scorci metropolitani. Le inquadrature e i tagli di gusto cinematografico dialogano con fondali piatti di campiture monocromatiche, in una dialettica degli opposti che rimanda alla controversa sensibilità contemporanea. Le sue opere sono frammenti di un più ampio racconto, che penetra la sostanza nevrotica, se non addirittura isterica, della nostra società.



Come mai utilizzi una tecnica antica come l’encausto per raccontare la realtà contemporanea, così influenzata dai media e dalle tecnologie digitali?
I miei lavori nascono, in realtà, col contributo delle tecnologie digitali, perché l’opera viene interamente creata al computer con l’ausilio di un vasto archivio di immagini che aggiorno quasi quotidianamente. La realizzazione materiale dell’opera è invece tutta affidata a materiali semplici, frutto della migliore tradizione artistica italiana, come la tavola di pioppo chiaro e la grafite nelle sue molteplici tonalità e durezze. I fondi colorati non potevano che essere realizzati con un materiale assolutamente compatibile con gli altri due ed anch’esso frutto della tradizione, come l’encausto veneziano.

Perché nei tuoi lavori, siano essi ritratti a mezzo busto o personaggi immersi in scenari urbani, prediligi un’immagine dal taglio prettamente cinematografico?
Il cinema ha influenzato il mio linguaggio ed i miei racconti certamente in maniera superiore alla stessa fotografia. Questo perché nell’opera ho sempre cercato di introdurre anche l’elemento temporale, suggerendo allo spettatore un prima ed un dopo rispetto al mio racconto e, in questo, la dinamicità del linguaggio cinematografico non poteva non influenzarmi.

I personaggi dei tuoi quadri sembrano tutti ritratti poco prima o poco dopo il compiersi di una scelta, in un attimo cruciale in cui le conseguenze delle loro azioni non sono ancora manifeste, ma l’intenzionalità è già evidente nel linguaggio del corpo. Quanto influisce la tua professione di viceprocuratore in questo tipo di visione psicologica del comportamento umano?
Il mio lavoro è principalmente racconto e, come tale, necessariamente legato a storie di cui voglio proporre solo istantanee o frames, lasciando a chi guarda il compito di riempire il prima ed il dopo mancanti; mi piace sollecitare una sorta di interattività tra “la voce narrante e quella che ascolta”. Le storie raccontate sono quelle che accadono ogni giorno per strada, nelle vie di metropoli asfissianti, nelle desolate periferie, nei raffinati salotti di provincia, nelle vite di migliaia di individui. Quasi un corteo o una moltitudine di gente che osservo sfilare ogni giorno, anche nelle aule e nei corridoi dei tribunali, nelle cui vite mi insinuo, almeno per qualche minuto, senza poterne conoscere e comprendere la totalità, senza più rivedere quella gente , probabilmente, per il resto della mia vita.

Perché hai scelto la metropoli come scenario privilegiato della tua narrazione pittorica?
La città è la macchina infernale che ci siamo costruiti addosso, convinti di essere in essa più liberi, forti, vincenti, dinamici, attraenti, senza accorgerci che lentamente diventavamo suoi schiavi, perdendoci come gocce su una piastra infuocata. Nella città tutto è portato all’estremo, anche la capacità di ognuno di sentire e non contenere gli istinti più reconditi; una sorta di laboratorio entro cui studiare con più efficacia i comportamenti del genere umano.

Il “bestiario urbano quotidiano” da te rappresentato è inserito in una struttura cromatica dove il chiaroscuro della grafite contrasta con le campiture di colore flat. Perché questa scelta dialettica?
Viviamo ogni giorno di contrasti, in noi e fuori di noi, a metà tra il voler essere ed il riuscirci veramente. Al monocromo della grafite impressa sui fondi avorio del pioppo deve corrispondere la forza di brillanti campiture, tese e piatte, senza che prevalga l’uno o l’altro elemento.

I titoli delle tue opere sembrano frammenti letterari di una narrazione più ampia che l’osservatore ricostruisce a suo piacimento. Tra suggestioni cinematografiche e letterarie, quale ruolo ha, secondo te, la pittura oggi?
È pura comunicazione, tentativo di andare oltre ogni altro messaggio finalizzato e finalizzante. Chi decide di possedere un’opera oggi deve farlo per il puro piacere di possedere un’idea, una visione di quanto lo circonda o circonderà, cui non avrebbe mai pensato in quel modo. Non c’è più potere né ideale tensione al cambiamento in un’opera d’arte, solo la certezza di poter avere, anche solo per un attimo, un ritaglio di libertà.

info:
Guidi&Schoen Arte Contemporanea, Genova (Tel. 010 2474589)
Nuova Artesegno, Udine (Tel. 0432512642)
Della Pina Artecontemporanea, Massa, Pietrasanta (Tel. 058544245)
Annovi Arte Contemporanea, Sassuolo (MO) (Tel. 0536 807837



Stanno per concludersi...

Degas e gli italiani a Parigi
Palazzo dei Diamanti
Ferrara
info: tel. 0532204828

New York - The Golden Years
Valentina Moncada
Roma
info: tel. 063207956

Da Caillebotte a Picasso - I capolavori della collezione Oscar Ghez
Palazzo Martinengo
Brescia
info: tel. 030297551

Paesaggi verticali
Palazzo dei Sette
Orvieto


Questa NewsLetter viene inviata settimanalmente a tutti gli utenti che si sono registrati al sito www.thatsart.it
Se non la vuoi ricevere, invia una mail di disdetta alla redazione.

that's art
Via Belfiore, 9 20145 MILANO
tel. 024859151 | fax 0248017383
info@thatsart.it