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La NewsLetter di that's art!
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NewsLetter n° 6 - 31 Ottobre 2003
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Cari lettori,
come già annunciato, la prossima settimana si aprirà Artissima 2003, quindi, a tutti coloro che andranno a Torino per questo importantissimo evento, ricordiamo di cercare il nuovo numero della nostra guida, che sarà disponibile gratuitamente presso i nostri epositori situati nei punti strategici della fiera. Siccome anche noi saremo ad Artissima, l'appuntamento con la NewsLetter e rinviato a venerdì 14 Novembre. |
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I quattro della settimana |
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Mostra antologica di pittura, scultura e grafica In mostra cento opere di Ligabue, suddivise tra oli, sculture e disegni, tra le quali spiccano capolavori storici come l''Autoritratto con cane', la 'Vedova nera', il 'Gatto selvatico con nibbio'. dal 23/08/2003 al 28/12/2003 Rocca di San Giorgio Orzinuovi (BS) info: Piazza Garibaldi; tel. 0309942100 |
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Jan Knap - PersonaleLa mostra propone venticinque olii su tela e una decina di acquerelli, che sottolineano la maestria pittorica e la delicatezza esecutiva di Jan Knap (Repubblica Ceca, 1949). dal 16/10/2003 al 29/11/2003 Giampiero Biasutti Torino info: Via della Rocca, 6/b; tel. 0118141099 |
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L'officina del mago - L'artista nel suo atelier 1900-1950'L'Officina del Mago' è l'atelier dell'artista, "lo spazio sacro e profano della creazione, quel luogo creativo nel quale si presentano le apparizioni e i miraggi, si evoca la musa e la famiglia". (M. Fagiolo dell'Arco) Esposte le opere di alcuni esponenti della prima metà del Novecento, come F. Depero, G. Pellizza da Volpedo, G. de Chirico, F. Trombadori, P. Conti, G. Usellini, G. Colacicchi, I. Cremona, O. Amato, F. Casorati, G. Balla, F. Ferrazzi, M. Tozzi, F. De Pisis, M. Sironi, O. Rosai, C. Levi, R. Guttuso, F. Pirandello, F. Menzio, M. Mafai e A. Raphaël. dal 31/10/2003 al 08/02/2004 Palazzo Cavour Torino info: Via C. B. Cavour, 8; tel. 011547471 |
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Da Ambrogio Lorenzetti a Sandro BotticelliL'esposizione si articola intorno ad una trentina di dipinti, di cui molti inediti, che coprono un lungo e fervido arco di tempo, dalla fine del XIII agli inizi del XVI secolo. dal 27/09/2003 al 29/11/2003 Galleria Moretti c/o Palazzo Niccolini Firenze info: Piazza Ottaviani, 17/r; tel. 0552654277 |
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Focus On a cura di I. Quaroni |
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Valerio Berruti: Valori familiari Valerio Berruti, nato ad Alba nel 1977, vive e lavora a Verduno, in provincia di Cuneo, in una chiesa sconsacrata del 1600, acquistata e restaurata dall’artista stesso nel 1995. La sua pittura, caratterizzata dall’impiego della tecnica dell’affresco su tela, lino e iuta, rappresenta spesso bambini, genitori e gruppi familiari. Alternando il carboncino, il pastello ad olio e lo smalto, Berruti disegna personaggi la cui memoria sembra perduta nel tempo, come richiamata dalle pagine di un album di foto-ricordo. Le campiture degli sfondi, che fanno da teatro alla scena principale, immergono adulti e bambini in una dimensione astratta, patrimonio di una memoria collettiva che, a tratti, si trasforma in una “nuova sacralità contemporanea”. L’arte di Valerio Berruti appartiene tipicamente alla tradizione culturale e artistica del Belpaese, non tanto per filiazione stilistica, quanto per quegli elementi linguistici (la famiglia, il sacro, la dimensione estetica dell’affresco) così saldamente radicati nel nostro codice genetico. Il tuo lavoro è fortemente riconoscibile per via della particolare tecnica pittorica impiegata. Come sei arrivato a utilizzare l’affresco su tela di iuta? L’affresco è la tecnica che più di ogni altra richiede tempi precisi che, come quelli di un rito, non possono essere stravolti. Ripetere azioni sempre uguali mi permette di entrare in uno stato mentale ideale per dipingere e dare a questo atto un carattere sacro. La magia dell’affresco, che risiede anche nell’elitaria complessità esecutiva, non permette alcun margine di errore, anche perché il dipinto non è superficiale ma interno all’ intonaco, cosa che lo rende così resistente agli anni. Questa caratteristica fusione dell’opera con il supporto permette di creare un effetto molto particolare, una sorta di autonomia dell’opera. Gli affreschi vivono una loro vita anche dopo l’intervento di chi li ha creati, sono come “creature” che traspirano, si scuriscono con l’umidità e sono influenzabili dagli effetti atmosferici e meteorologici. Nelle mie opere, nonostante l’impiego di nuovi materiali, il risultato finale è simile a quello degli affreschi presenti sulle pareti di una chiesa medievale. La sensazione di chi guarda è quella di trovarsi di fronte a qualcosa che appartiene storicamente e culturalmente alla nostra tradizione italiana. Nell’ultima mostra, intitolata “Family Values”, ma anche in precedenti esposizioni come “Brothers”, affermi insistentemente i temi della famiglia. Perché? I soggetti delle mie opere sono sempre persone a me care. Le immagini di mia sorella, dei miei cugini e degli amici sono tratte da foto di famiglia. Sono come frammenti di ricordi che non mi appartengono direttamente, ma che diventano parte di me nel momento in cui li inserisco nei miei lavori. Tuttavia, dipingendoli, li libero, per così dire, dei tratti distintivi, per dare loro un valore universale e metaforico. Gli affetti familiari diventano allora i santi di una nuova religione laica e la famiglia si trasforma nella dimensione sacrale dell’uomo contemporaneo. I miei dipinti sono icone che fanno parte di un immaginario collettivo, di cui sono protagoniste le persone comuni.
Come selezioni i soggetti e quali sono le fonti iconografiche a cui ti ispiri?Rubo le immagini dagli album di foto della mia famiglia e dei miei amici. L’unico criterio di selezione che mi guida è l’ispirazione: mi capita spesso, di fronte ad una foto, di vedere già il quadro compiuto. Sono quelle foto che, per qualche particolare, mi fanno pensare all’agiografia classica e mi ricordano i cicli pittorici delle sacre rappresentazioni. Qualche anno fa hai realizzato una serie di dipinti dedicati ai santi della tradizione cristiana, utilizzando immagini di bambini. Qual è il tuo rapporto con il sacro e la spiritualità? Dai suoi inizi fino alla concezione moderna, l’arte è stata uno strumento di diffusione dell’idea religiosa. L’ artista è stato il fanatico che sapeva come materializzare le visioni della propria fede. I più grandi capolavori del passato si associano con i periodi di più grande esaltazione religiosa. Vivo e lavoro in una chiesa sconsacrata del '600, perché la religione cattolica, quale insieme di credenze e riti popolari, ha sempre esercitato un forte fascino su di me. Mi sono dedicato allo studio delle agiografie dal punto di vista sociologico, come espressione diretta del patrimonio culturale popolare, cercando di comprendere come tante persone riescano a credere a storie così inverosimili. Il mio rapporto con il sacro, inteso in senso ortodosso, è quindi ambivalente: sono fondamentalmente scettico, ma ne subisco il fascino. La mia visione del sacro è piuttosto una visione laica: credo infatti fortemente nella sacralità degli affetti e del ricordo. Tutta la tua arte mi sembra percorsa da un’atmosfera memoriale, fatta d’immagini che rimandano al passato. Si può dire che le tue siano immagini malinconiche? A prima vista gli sguardi dei "miei" personaggi possono apparire tristi, ma credo che siano piuttosto interrogativi. Quando si riesce a instaurare un dialogo con l'opera, lo spettatore è inconsciamente portato a cercare un personaggio, un volto, un atteggiamento in cui riconoscersi, in un dialogo spontaneo che diventa raccordo tra presente e passato, tra innovazione e tradizione. La malinconia può essere suscitata piuttosto dai ricordi personali che ogni singolo spettatore connette involontariamente alla tela.
Per quale motivo nei tuoi ritratti è omesso il contesto ambientale? Il fondo dei tuoi quadri è, infatti, un luogo astratto e indefinito, spesso utilizzato come elemento di contrasto con le figure.Memore delle ricerche di Rotkho, ho fatto dell’uso del colore uno dei punti fondamentali del mio lavoro, consegnando a campiture monocrome il compito di astrarre il “quadro”. Questi spazi, solitamente rettangolari o quadrati, di colori evocativi slegati dal soggetto, assumono in alcuni casi il ruolo di veri protagonisti della tela: sono colori che si riallacciano alla tradizione cristiana, come simboli finalizzati a rendere ulteriormente riconoscibile l'opera. L’astrazione del contesto è inoltre funzionale a quel passaggio all’universale di cui ho parlato, che fa sì che lo spettatore si possa riconoscere più facilmente nell’opera. Ho notato che la tua abilità disegnativa ha subito un processo di raffinazione: il tratto è diventato più essenziale, i contorni più spessi, come fossero disegnati con un gessetto colorato sul muro… Il tratto è per me essenziale perchè esprime la personalità dell’artista. Ho scelto il pastello ad olio, che non concede la possibilità di fare correzioni, perché voglio esprimere, attraverso la freschezza del tratto, l’immediatezza dell’idea e, al contempo, con l’unicità del segno, voglio affermare la mia personalità con meno filtri possibili. Quali sono i tuoi progetti futuri? L'8 Novembre inaugurerà “Gemine Muse” al museo d'antichità di Torino in cui allestirò un'installazione intitolata Spectatores. Fino a gennaio negli ospedali S.Anna di Torino e S. Luigi di Orbassano, nell’ambito della mostra “Farsi Spazio”, si possono vedere quattro miei grandi affreschi nelle sale d'entrata. Il 12 novembre ci saranno le "finali" del premio Cairo alla Permanente di Milano e il 22 Dicembre inaugurerò “Familienwerte”, una personale alla galleria Markus Nohn di Francoforte. Nel nuovo anno parteciperò all'anteprima della Quadriennale di Roma. info: Spirale Arte Artecontemporanea, Corso Venezia, 29, Milano. Tel. 02795483 Art & Arts, Via Matteo Pescatore, 9, Torino. Tel. 011 835773 41Artecontemporanea, Via Mazzini 41, Torino. Tel. 0118129544 Eloart, Forio, Ischia. |
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Stanno per concludersi... ... la Bienna di Venezia (2 Novembre) ed una serie di eventi collaterali sparsi qua e là per le calli... |
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Da Rauschenberg a Murakami, 1964-2003 Museo Correr info: tel. 0412747607 |
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I^ collettiva 'Biennale di Venezia' Galleria d'Arte III Millennio info: tel. 0412413561 |
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50. Esposizione Internazionale d'Arte. Sogni e Conflitti - La Dittatura dello spettatore Giardini della Biennale e Arsenale info: tel. 0412728397 |
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Adventure of image 2003 Museo Diocesano d'Arte Sacra di Sant'Apollonia info: Ponte della Canonica, 4312 |
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Mario Eremita - Personale Galleria d'Arte III Millennio info: tel. 0412413561 |
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