La NewsLetter di that's art!

NewsLetter n° 0 - 19 Settembre 2003

I quattro della settimana

Bruce Weber - Filmography
La mostra presenta una selezione di fotografie che B. Weber ha realizzato sui set cinematografici: ritratti dei protagonisti dei suoi documentari e dei suoi film, reportage realizzati durante la lavorazione dei filmati, foto 'still'. Un caleidoscopio vivissimo di immagini, che svela le segrete qualità di un artista.

DAL 25/09/2003 AL 02/11/2003
Carla Sozzani
Milano
info: Corso Como, 10; tel. 02653531

Metafisica
Grande protagonista della mostra è la produzione di de Chirico degli anni Dieci, affiancata dalle suggestive opere di Carrà, Mirò, Ernst, Magritte, Dalì, Gorky, Tanguy, Morandi, De Pisis, Sironi, Picasso. Dal dadaismo al surrealismo fino agli espressionisti astratti americani, la 'rivelazione metafisica' di de Chirico emerge tra le tracce primarie ed innovative dei linguaggi del contemporaneo. Esposte anche alcune sculture di Brancusi e Giacometti.



DAL 27/09/2003 AL 06/01/2004
Scuderie del Quirinale
Roma
info: Via XXIV Maggio, 16; tel. 06696270

Guttuso dal Fronte Nuovo all’Autobiografia 1946/1966
Il percorso espositivo si articola in più sezioni: 'Guttuso nel Fonte Nuovo', 'Il tema del lavoro', 'I quadri di storia', 'I ritratti', 'Il teatro musicale e di prosa', 'Boogie Woogie', 'La Spiaggia', 'Disegno', 'Satira', 'Propaganda', 'Illustrazione', 'La realtà poetica', 'Le nature morte', 'La pittura dal vero', 'L'Edicola', 'Autobiografia'.

DAL 19/07/2003 AL 30/11/2003
Museo d'Arte Contemporanea Renato Guttuso
Bagheria (PA)
info: Via Consolare, 9 (SS 113); tel. 091943902

Face/Off - Opere di grandi dimensioni a confronto
La sovrapposizione delle soluzioni pittoriche di Buell e Samorì dà vita ad un inesplicabile rapporto di contrasto/affinità, ad un ideale di complementarietà che esprime moderne quanto antiche passioni. I due artisti instaurano tramite le loro opere un epistolario per immagini il cui filo conduttore è la ricerca costante di dare forma e sensi all'uomo contemporaneo.




DAL 13/06/2003 AL 21/09/2003
L'Ariete
Bologna
info: Via Marsili, 7; tel. 051331202



Focus On
a cura di I. Quaroni

Luisa Rabbia: A matter of life
Nata a Torino nel 1970, Luisa Rabbia vive e lavora tra New York e Milano. La sua ricerca, partendo dalle percezioni del corpo considerato come zona di confine tra l’interno e l’esterno dell’individuo, si focalizza sui temi del pensiero, della memoria, del fluire del tempo, evidenziando così l’intrinseca fragilità umana. Molti suoi importanti lavori da “Un cuscino per parlarti” a “Ventre”, dalle “Incubatrici” ai “Ricordi”, sono realizzati in silicone, un materiale che ben si presta al gioco allusivo, alla compenetrazione formale tra ciò che è organico e ciò che è inanimato. La relazione dell’uomo con l’ambiente circostante, ma anche con il paesaggio interiore sono questioni ricorrenti nel lavoro di Luisa Rabbia. Anche il sonno, tema di opere come “Un cuscino per parlarti” e “REM”, simbolizza un confine, quello che separa l’inconscio dallo stato di veglia, e che è allo stesso tempo la via d’accesso a una dimensione in cui l’uomo continua a imparare qualcosa su se stesso. Insieme alle sculture in silicone, Luisa Rabbia è autrice di performance, video e diaproiezioni in cui indaga il rapporto tra il pensiero e il flusso temporale. D’altro canto il disegno, sempre presente durante tutto il suo percorso creativo, assume una maggiore importanza, divenendo una prassi non più compendiaria, ma dotata di una propria ragion d’essere. Dopo l’esposizione alla Galleria Massimo Audiello di New York, Luisa Rabbia ha ampliato il raggio della sua sperimentazione, eseguendo una serie di lavori in ceramica dove le visioni del video e del disegno “Tears & blood” trovano un’ulteriore dimensione espressiva.



La tua prossima mostra, intitolata “A matter of life”, presenta oltre al video omonimo una serie di ceramiche che sono una sorta di prosecuzione di “Tears and Blood”, il lavoro presentato alla Galleria Massimo Audiello di New York. Mi ha incuriosito questo passaggio dall’utilizzo del silicone alla ceramica. Com’è nata l’idea di trasportare le immagini e le figure oniriche del video e del disegno “Tears and blood” nella dimensione della ceramica?
Dopo aver lavorato per anni con il silicone il disegno mi ha coinvolto totalmente. Ricordo che un giorno accostando i due materiali mi sono stupita di quanto il silicone fosse fisico e il disegno etereo. Lo sapevo, ma in quel momento ho davvero capito che il disegno è il pensiero. Così ho iniziato a fare disegni grandissimi, “Tears and blood” misura 240x360 cm. Il disegno e il video sono nati insieme, uno nutriva l’altro: disegnavo il cielo blu ed era come se scrivessi macchie di colore al posto di parole, mentre le immagini che apparivano di tanto in tanto svelavano un pensiero veloce, un’emozione fuggevole. Il video faceva vivere questi pensieri, li animava, accompagnando l’osservatore in una piccola storia, con suoni e immagini che occupano un arco di tempo. Il progetto su ceramica è nato verso la fine del disegno, quando cominciavo a trattarlo come una scultura e consideravo di esporlo a terra. In quasi tutte le mie sculture lo spettatore è protagonista di un dialogo, vuoi che sia instaurato attraverso la percezione tattile (“Il libro di pelle”) o che si trovi ad ascoltare se stesso attraverso l’orecchio di un altro (“Una maschera per ascoltare”) o in un viaggio in se stesso (“Un cuscino per parlarti”). Anche qui desideravo che il dialogo potesse essere protagonista nella doccia in ceramica di “Tear and blood”, camminandoci sopra e relazionandosi all’energia lasciata dalle impronte di qualcuno che non c’è più. È la presenza dell’assenza. Ma è anche un posto che verrà occupato da qualcun altro, proprio come succede nel palcoscenico della vita.

In questo lavoro appaiono piccole figure che, come le lacrime e il sangue, fluiscono verso lo scolo di una doccia. Quel buco, quell’orifizio mi ha ricordato le impunture di Ventre, un materasso materno, costellato di fori ombelicali. Lo scolo, come l’ombelico è una soglia, una zona di passaggio o di confine. Come la pelle del corpo umano, come il sonno. In molte delle tue opere c’è questa idea di soglia e di confine. È così?
Il buco della doccia è un buco nero in cui tutto finisce, inafferrabile. Nel mio lavoro rappresenta lo spazio ignoto in cui il passato si nasconde, in cui finiscono tutti i nostri pensieri dimenticati. Il disegno “Tears and blood” ferma i pensieri raccolti secondo dopo secondo con la biro blu o segno dopo segno, incidendo la ceramica. Hai ragione a parlare di confini, di dentro e di fuori: l’uno è un viaggio dentro di se, l’altro è la vita fuori, la relazione con il cosmo. Mi interessa l’energia delle cose, soprattutto di quelle che non hanno forma.

L’opera che dà il titolo alla tua mostra è “A matter of life”, un video molto poetico, di grande umanità. Questa volta la bocca è la soglia. Anche qui avviene uno scambio, una trasmutazione tra l’esterno e l’interno?
Vomitare dà la sensazione di ricominciare da zero. Vomitare il proprio cuore per me è simbolo del portare fuori il centro delle emozioni più profonde, per poterle vedere, capire. È un azione dolorosa, che coinvolge il nostro corpo e la nostra psiche, ma è anche un passaggio da una situazione ad un’altra. Una morte psicologica alla quale segue una rigenerazione.

Una parte importante del tuo lavoro sono i disegni. Che cosa racconti attraverso il disegno, che comunque mi sembra il luogo più intimo di tutta la tua opera?
Disegnando vengono messi in relazione la parte razionale e costruttiva del lavoro con quella più profonda che difficilmente trova parole, ma più facilmente immagini. Tutto questo succede in tempo reale: considero i miei cieli una sorta di diario, uno spazio astratto scritto secondo dopo secondo, in modo automatico. Mi ha sempre affascinato lo studio della scrittura, come dietro ad ogni dettaglio si nasconda la personalità di colui che scrive. In questi spazi blu, talvolta chiari e talvolta scuri appaiono figure come se fossero linee che si snodano dal resto, pensieri che si definiscono. Disegno con la biro blu che è, per eccellenza, il mezzo che si usa per scrivere e che non si può cancellare. È curioso come ci siano dei momenti in cui il mondo fuori scompare e in quel momento la mano si muova sulla carta e sembra sappia benissimo dove andare. È come se disegnassi qualcosa che ha una vita propria e che deve venire fuori. Eppure so per certo che quella figura parla della mia percezione del vissuto, perchè quel tipo di disegni nasce senza filtri razionali.

“A matter of life” - dal 2 ottobre al 29 novembre 2003 - Ciocca Arte Contemporanea - via del Lauro 8, Milano. Tel. 0286463167
info:
Ciocca Arte Contemporanea
Massimo Audiello



Stanno per finire

Dall'Africa - Immagini e poesia di un reportage

Chiude il 21/09/2003
Teatro Giorgio Strehler
Milano
info: Largo A. Greppi; tel. 0272333222

Lingotto 1915-2002. Dalla Fabbrica di Mattè Trucco allo Scrigno di Renzo Piano

Chiude il 21/09/2003
Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli al Lingotto
Torino
info: Via Nizza, 230; tel. 0110062008

Booby trap

Chiude il 21/09/2003
Museo Man
Nuoro
info: Via Satta, 15; tel. 0784252110

Anish Kapoor: un site specific project

Chiude il 20/09/2003
Galleria Continua
San Gimignano (SI)
info: Via del Castello, 11; tel. 0577943134

Personale di Jacob Hashimoto

Chiude il 20/09/2003
Studio La Città
Verona
info: Via Dietro Filippini, 2; tel. 045597549


L'artista della copertina di Ottobre

that's art annuncia in anteprima il protagonista del prossimo dossier:
Luca Zampetti



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